Il papà di Elisa, morta a 6 anni di leucemia: “Le sue foto in false raccolte fondi”

La piccola Elisa morì nove mesi fa a causa di una rara forma di leucemia: come denunciato dal padre, la sua immagine è stata utilizzata per fini illeciti.

la denuncia del papà di elisa, morta a 6 anni di leucemia
(Facebook)

“Stanno cercando di usare l’immagine della mia cara Elisa pur di guadagnare denaro illegale”. Con queste parole Fabio Pardini, il papà della piccola di Pordenone morta lo scorso anno per una rara forma di leucemia, ha denunciato alcuni giorni fa le truffe in atto sul web che sfruttano le foto della bambina. Il messaggio è stato pubblicato sulla pagina Facebook “Pardini Fabio per Elisa“, chiedendo massima condivisione “per mettere fine a questo scempio” e invitando tutti a non donare soldi.

Le foto che ritraevano la piccola Elisa, che ha perso la vita a soli 6 anni, erano finite sui social accompagnate dalle richieste di soldi per contribuire alla lotta contro la sua malattia. Non tutti potevano però sapere che la bambina era in realtà già deceduta il 9 aprile 2020 al Bambin Gesù di Roma. A causa della leucemia, la piccola aveva dovuto subire due trapianti di midollo. Il suo caso era salito agli onori della cronaca suscitando grande solidarietà in tutta Italia.

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L’impegno del padre della piccola Elisa, morta a 6 anni a causa della leucemia

Per il gravissimo episodio relativo alle false raccolte fondi, il padre di Elisa ha deciso di rivolgersi alle autorità e di sporgere denuncia. Su Facebook, il giorno dopo aver avvertito della truffa, Fabio Pardini ha pubblicato un altro messaggio “per ringraziare tutte le persone che ancora una volta sono state solidali”.

La pagina gestita dall’uomo contiene numerose foto della piccola Elisa, ma nonostante il furto d’immagine finalizzato alla truffa non sarà chiusa. “Volevo ribadire che la pagina rimarrà aperta, visto che non vedo alcun motivo di doverla chiudere”, ha scritto il padre ricordando i motivi che l’hanno spinto a crearla.

Fabio Pardini ha sottolineato che grazie alla storia di Elisa moltissima gente ha conosciuto cosa fosse una donazione di midollo osseo o una tipizzazione, e che sono entrati in banca dati oltre cinquantamila nuovi donatori, “dando così la possibilità di dare una nuova vita a qualche bambino o a qualche adulto gravemente ammalato”.

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Inoltre ha ricordato che negli ultimi anni la pagina ha contribuito a lanciare numerosi appelli per aiutare le famiglie in difficoltà economica e psicologica, ma soprattutto ha fatto comprendere “cosa abbia dovuto passare una famiglia chiusa in una stanza d’ospedale per oltre tre anni”, come accaduto per il caso di Elisa.