Santiago Morro Garcia morto suicida: choc nel calcio sudamericano

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L’attaccante uruguaiano Santiago Morro Garcia morto suicida: choc nel calcio sudamericano, giocava in Argentina.

(ANDRES LARROVERE/AFP via Getty Images)

Santiago Damián García detto Morro è stato trovato morto nella sua abitazione a Mendoza, in Argentina. Aveva solo 31 anni. L’attaccante che aveva militato con la Nazionale dell’Uruguay ed era stato bomber prolifico nella selezione Under 20 si è suicidato. Da quanto si apprende, da tempo soffriva di depressione.

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Secondo quanto si apprende, Santiago “Morro” García è stato trovato morto con un colpo di pistola alla tempia. Militava nella formazione del Godoy Cruz ed era stato di recente messo fuori rosa per dissidi col presidente del club. Ovunque era andato, aveva conquistato la fiducia degli allenatori a suon di gol.

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La triste parabola di Santiago “Morro” García, morto suicida

(Alexis Lloret/Getty Images)

“Eri un eroe, eri un goleador, eri un amico e una famiglia, eri tutto ciò che una persona vuole essere quando prende una palla, oggi devi essere eterno e infinito per tutti noi …”, ha scritto su Twitter la squadra di club nella quale militava, ma sono diversi i messaggi di cordoglio da parte delle istituzioni calcistiche sudamericane, come Conmebol e AFA, in queste ore drammatiche. Dall’Argentina arrivano immagini di disperazione, coi tifosi sconvolti davanti alla sua casa.

Morro Garcia è stato uno degli attaccanti più promettenti della sua generazione: cresciuto nel Nacional di Montevideo, a 18 anni si è conquistato posto in prima squadra a suon di gol. Con la formazione della capitale uruguayana, ha vinto due scudetti e ha realizzato 39 gol nell’arco di 69 partite. Oggi proprio il Nacional esprime grande dolore spiegando che “non ci sono parole, né consolazione” per quanto accaduto. Giovanissimo, l’attaccante vestì anche la maglia della nazionale under 20 del suo Paese, disputando un Mondiale e un Sudamericano di categoria e realizzando ben 5 gol in appena 9 presenze. Dal 2016 giocava con il Godoy Cruz, dove era tornato a masticare calcio da titolare, dopo diversi anni difficili.