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Cronaca

Studente universitario egiziano, trattenuto in carcere senza motivo al Cairo

Published by
Antonio Rotunno

Studente universitario egiziano, trattenuto in carcere senza motivo al Cairo

Ahmed Samer, studente ingiustamente arrestato al Cairo per le sue ricerche sui diritti della donna in Egitto

Ahmed Samer è uno studente universitario di origine egiziana, il quale è stato trattenuto dalla polizia egiziana senza un valido motivo. Il ragazzo ha dichiarato di esser stato picchiato dalla polizia, mentre gli facevano domande sulle sue ricerche nell’università austriaca, le quali riguardavano l’Islam.

Ahmed studia all’Università Centrale Europea di Vienna, è stato arrestato arbitrariamente e senza motivo in Egitto, la sua famiglia teme per la sua incolumità e ha accusato le autorità locali di aver picchiato e torturato lo studente.

Ahmed Samer ha lasciato l’Austria a Dicembre per visitare la sua famiglia al Cairo, da quel momento ha dovuto affrontare le minacce circa le sue ricerche sul sistema legislativo in Egitto, è stato accusato di aver creato un movimento antigovernativo tramite la sua pagina Facebook.

Ahmed Samer, cosa è accaduto allo studente al Cairo?

Il 29enne studente di antropologia, è stato trattenuto dalle autorità dopo aver visitato il quinto distretto di polizia per un interrogatorio proprio qualche giorno fa.

Lo studente è stato trattenuto senza poter usufruire di avvocati, oppure poter vedere la sua famiglia per cinque giorni, subito dopo è stato accusato di aver diffuso delle fake news sul governo e di essere membro di una organizzazione terroristica.

La sua famiglia continua a ribadire che il loro figlio è innocente, descrivendo le accuse come infondate e senza senso. Lo studente, inoltre ha dichiarato alla Corte Suprema che è stato fisicamente assalito durante l’interrogatorio, ha anche ricevuto pugni e schiaffi sul volto più volte ripetutamente.

Prima del suo arresto, la famiglia di Ahmed ha dovuto subire delle minacce dalla polizia del Cairo senza alcun fondamento. Il ragazzo non appena è atterrato al Cairo, è stato fermato per poi essere interrogato nella stazione di polizia dell’aereoporto al Cairo, proprio nel Dicembre scorso.

Un mese dopo, una task force si agenti mascherati ha fatto irruzione in casa di Ahmed alle 2 della notte per condurre una perquisizione illegale e cercare delle prove per incriminarlo.

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Samer ha volontariamente deciso di recarsi nella stazione di polizia più vicina a Gennaio, gli venne detto di ritornare a Febbraio, nel frattempo venne arrestato per poi essere trasferito in una nuova sezione di polizia al Cairo.

Ahmed Samer stava studiando e facendo delle ricerche sui diritti riproduttivi femminili in Egitto e si stava specializzando sulla possibilità di offrire dei trattamenti sicuri e gratuiti alle donne in difficoltà.

Amnesty International ha cercato di tutelare sin da subito di tutelare lo studente del Cairo, inoltre la Corte Suprema ha interrogato il ragazzo circa i suoi studi e le sue ricerche sull’Islam e sull’aborto.

La polizia ha anche interrogato Samer chiedendogli il motivo per il quale era l’amministratore di una pagina intitolata: “I rivoluzionari del 25 Gennaio”, Samer ha prontamente dichiarato di non essere a conoscenza di quella pagina Facebook.

Diversi istituti accademici e Università come l’Associazione Europea degli Antropologisti, l’Associazione Americana di Antropologia, l’Unione degli Studenti Austriaci e molti altri hanno richiesto la liberazione di Ahmed Samer.

La sua detenzione è l’ultima di una serie di arresti che vengono effettuati ingiustamente ai danni di ricercatori e studenti, seguendo il filone pro-Trump.

Altri studenti e ricercatori che hanno dovuto affrontare lo stesso percorso di reclusione e detenzione sono stati Patrick George Zaki, Walid Shobaky e Giulio Regeni, brutalmente assassinato dalle autorità egiziane.

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