Israele dà il via al “Green pass”: un piano per riaprire

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Israele ha dimostrato fin dall’inizio della pandemia di avere ancora uno dei migliori sistemi sanitari al mondo. Anche sul piano della vaccinazione lo Stato si è imposto con una determinante avanzata come modello globale nella lotta alla pandemia.

Patients receive the Pfizer/BioNTech coronavirus vaccine inside a mobile clinic of Magen David Adom parkerd at the Mahane Yehuda Market in Jerusalem on February 22, 2021. – Israel’s inoculation campaign is regarded as the world’s fastest, with one dose of the Pfizer/BioNTech vaccine administered to 4.25 million people out of its nine million-strong population since December, according to the latest health ministry figures. (Photo by MENAHEM KAHANA / AFP) (Photo by MENAHEM KAHANA/AFP via Getty Images)

Israele è pronta a tornare progressivamente alla “normalità”. Nel Paese più dell’80% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l’ombra del lockdown inizia a sgretolarsi, in un sistema, quello sanitario israeliano che ha saputo ancora una volta prefiggersi come modello mondiale. Il governo ha varato delle misure che permetteranno una maggiore libertà di movimento per i vaccinati o per chi ha già contratto ed è guarito dal virus. Oggi nel Paese hanno riaperto alcune scuole, uffici, negozi e centri commerciali. Israele ha somministrato il vaccino anche agli abitanti delle colonie in Cisgiordania, agli arabi israeliani e i palestinesi di Gerusalemme Est, fornendo 2mila dosi del vaccino Moderna all’Autorità Nazionale Palestinese all’inizio del mese, ma il resto dei palestinesi di Cisgiordania e Striscia di Gaza non avevano ancora ricevuto alcun vaccino (fino a pochi giorni fa, quando Israele ha fornito alcune dosi) e la questione aveva assunto anche in questo caso un carattere politico.

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Le riaperture riguardano alcuni negozi, centri commerciali, musei e botteghe. Vigeranno comunque le regole fondamentali per la lotta al contagio e per la prevenzione: distanziamento e l’utilizzo delle mascherine . Nelle zone a basso contagio, sarà invece possibile, per alcune fasce scolastiche rientrare nelle aule: si tratta delle classi quinte e seste e gli ultimi due anni delle scuole medie. Già nelle scorse settimane era toccato agli alunni delle scuole elementari.

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Spazio anche per le aperture dei centri sportivi, come le palestre e le piscine, degli hotel e i luoghi per gli eventi sportivi, ma anche i teatri. Naturalmente l’accesso sarà consentito solo ai possessori del “Green pass”.

Green Pass

Dall’inizio della pandemia, Israele ha registrato poco più di 750.000 contagi e 5.577 morti. Numeri che rispetto ad altri Pesi connotano un tasso della mortalità inferiore, così come gli stessi contagi. Le riaperture però saranno riservate proprio ai guariti dal Covid-19 e a coloro che hanno già ricevuto il vaccino.

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Il “Green pass” non è altro che un documento rilasciato in formato digitale sotto forma di QR quad che ha una validità di 6 mesi e contiene all’interno anche i dati del cittadino. Si può ottenere tramite un’apposita app rilasciata ufficialmente dal ministero della Salute. In un primo momento l’app è andata in tilt, per l’alto numero di interazioni e il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il servizio ritornerà alla normalità nei prossimi giorni, dichiarando che “C’è stato un sovraccarico” ma che già “decine di migliaia di persone hanno già avuto il loro Green Pass. L’allentamento delle misure restrittive era stato già avviato il 7 febbraio, ora questa nuova fase dovrebbe partire il 7 marzo, dando il via alla riapertura di bar e ristoranti e al ritorno a scuola di tutti gli studenti. Fino a questo momento Israele detiene il primato per popolazione vaccinata e i contagi hanno subito un forte calo. Il Paese punta alla riapertura “totale” dopo l’immunizzazione, in vista delle elezioni parlamentari che si terranno alla fine del mese di marzo.