Alberto Bertoli, chi è il cantante figlio d’arte: l’eredità di papà Pierangelo

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Carriera e curiosità su Alberto Bertoli, chi è il cantante figlio d’arte: l’eredità di papà Pierangelo, cosa sapere su di lui.

(screenshot video)

Nato a Sassuolo nel 1980, Alberto Bertoli è il figlio del cantautore emiliano Pierangelo Bertoli, da cui sin da piccolo eredita la passione per la musica, iniziando a studiare la chitarra. Da adolescente si avvicina al blues e a a 18 anni incomincia a seguire il padre in alcuni show televisivi e concerti, aiutandolo soprattutto nei cori di alcuni suoi pezzi.

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Sempre col sostegno del padre, si dedica alla stesura dei primi brani, quindi a ottobre 2001 ottiene la doppia parte di Eddy e del Dottor Scott in un rifacimento del musical “The rocky horror picture show”. Nella primavera successiva, collabora al nuovo disco del padre, che però vede aggravarsi le sue condizioni di salute e muore nel giro di poco tempo.

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Cosa sapere su Alberto Bertoli, apprezzato figlio d’arte

Passa un anno e partecipa come ospite d’onore al “Festival del cabaret emergente”, cantando forse il brano più noto di suo padre, “A muso duro”. L’esibizione ha una vasta risonanza, nel frattempo il giovane cantautore inizia a collaborare ad altri progetti, come la stesura di brani per altri musicisti, ma anche a dedicarsi al perfezionamento del canto. Nell’estate del 2004 è presente sul palco dei “Sempre noi”, gruppo musicale guidato da Paolo Lancellotti, ex batterista dei Nomadi. In quei mesi, inciden “Le cose cambiano”, pezzo inedito scritto interamente da Luciano Ligabue per il padre, gli arrangiamenti sono di Mauro Pagani.

Il brano finisce in un disco tributo per il padre che esce nell’autunno 2005, mentre nell’autunno precedente avvia la collaborazione con quelli che ancora oggi sono i suoi musicisti. Solo a giugno 2010 esce l’ep “Il tempo degli eroi”, che contiene sia “Le cose cambiano” in versione riarrangiata che “A muso duro”. Otto i brani nell’ep, di fatto il primo disco di Alberto Bertoli, che nello stesso anno apre anche due date del tour negli stadi di Ligabue e che da quel momento in poi si afferma come musicista e cantautore, ma mai mettendo da parte l’amore per i brani del padre, a cui dedica anche un premio che porta il suo nome.