Il piano Ue per il “Green pass digitale”

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L’Ue è pronta a dare il via al “Green pass digitale” seguendo l’esempio israeliano. Ursula von der Leyen annuncia “Entro marzo proposta legislativa Ue per Green pass digitale”.

BRUSSELS, BELGIUM – SEPTEMBER 16: Ursula von der Leyen leaves the European Parliament plenary on September 16, 2020 in Brussels, Belgium. In the wake of the Coronavirus pandemic and economic crisis, Members of the European Parliament will examine von der Leyen Commission’s achievements to date in her first State of the European Union debate. (Photo by Christian Ernhede/Getty Images)

La Commissione Europea sta lavorando per dar vita alla proposta legislativa per il “Green pass digitale”. Una misura che porterebbe i Paesi membri a seguire le orme di Israele. Un lancio che potrebbe cambiare le abitudini degli ultimi mesi, costretti a fare i conti con la pandemia.

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“L’Unione europea deve preparare il suo settore sanitario a fronteggiare “un’epoca di pandemie” afferma la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen intervenuta al Financial Times – “l’Europa è determinata ad ampliare la propria capacità di produzione di vaccini”. “Stiamo entrando in un’era di pandemie. Se guardiamo a cosa è accaduto negli ultimi anni intendo dire dall’Hiv all’Ebola alla Mers, alla Sars […] queste sono tutte epidemie che sono state contenute, ma non dobbiamo pensare che sarà tutto finito quando avremo vinto il Covid-19, il rischio resta” ha dichiarato la von der Leyen. Continua ancora la presidente della Commissione Europea, che lo scopo principale “è fornire la prova che una persona è stata vaccinata; dare i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati; dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19. Rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy. Il Digital Green Pass dovrebbe facilitare le vite degli europei. Lo scopo è consentire gradualmente ai cittadini di muoversi in sicurezza nell’Ue o all’estero, per lavoro o per turismo”.

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La proposta sarà presentata nel mese di marzo e punta a dare una svolta. Sulla stessa linea e sul passaporto vaccinale potrebbe allinearsi anche la Gran Bretagna, con Boris Johnson pronto a prendere in considerazione la proposta, visto che il Paese si ritrova con un’ottima percentuale di vaccinati, grazie alla campagna funzionale del governo britannico.

Continuano comunque alcuni ritardi da parte delle case farmaceutiche per i rifornimenti dei vaccini, con l’Ue pronta ad alzare la voce in merito e ad accelerare i tempi. Il passaporto vaccinale messo sul tavolo di discussione è ora una proposta da prendere in considerazione, nel tentativo di avviare anche un dialogo con gli altri Paesi.