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Cronaca

Autocertificazione, dichiara il falso ma viene assolto: il motivo

Published by
Simone Cadoni

A Milano un 24enne è stato assolto dal giudice dopo aver dichiarato il falso nell’autocertificazione durante un controllo delle forze dell’ordine: la sentenza sta facendo discutere.

Credit: Emanuele Cremaschi/Getty Images

Nell’ultimo anno l’autocertificazione è divenuta imprescindibile per giustificare i propri spostamenti nelle aree interessate dall’emergenza Covid. Nel momento in cui un cittadino consegna il documento alle forze dell’ordine si assume la responsabilità civile e penale di quanto compilato. Falsificare l’autocertificazione è un reato vero e proprio (con riferimento all’articolo 495 del Codice penale) da cui può derivare, oltre a una multa salata, una denuncia per Falso in attestazione e dichiarazioni mendaci.

Il rischio è di una condanna va da uno a sei anni di carcere in base alla gravità del fatto. Tuttavia non sempre il processo per aver mentito al pubblico ufficiale può finire con una condanna. È l’esempio di un 24enne fermato a Milano lo scorso anno durante il lockdown che, nonostante avesse dichiarato il falso, è stato assolto dal giudice dell’udienza preliminare accogliendo la richiesta della Procura locale perché “il fatto non sussiste”.

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Dichiara il falso nell’autocertificazione ma viene assolto: ecco perché

Il giovane quando era stato fermato a marzo 2020 dalle forze dell’ordine durante un controllo alla stazione Cadorna aveva dichiarato che stava tornando a casa dal negozio in cui lavorava. Circa dieci giorni dopo però, dalle verifiche degli agenti, che contattarono il titolare del negozio, emerse che in quell’occasione il 24enne non era di turno. Il ragazzo è dunque finito a processo con l’accusa di Falso in attestazione, ma l’esito della sentenza è stato inaspettato.

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Come reso noto da Repubblica, il giudice ha infatti optato per l’assoluzione perché l’obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna legge e sarebbe anzi “in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo”, come previsto dalla Costituzione. Secondo il gup “è evidente come non sussista alcun obbligo giuridico, per il privato che si trovi sottoposto a controllo nelle circostanze indicate, di ‘dire la verità’ sui fatti oggetto dell’autodichiarazione sottoscritta, proprio perché non è rinvenibile nel sistema una norma giuridica“. La sentenza a sorpresa sta facendo discutere poiché rappresenta un precedente significativo.

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