Le vaccinazioni proseguono, seppur a rilento e con qualche difficolta, e le ultime settimane hanno fatto registrare numeri nei contagi allarmanti, anche in Europa. In Italia però oggi si è parlato di riaperture, con non poche critiche e con qualche dubbio: e in proiezione il certificato vaccinale europeo sembra prendere forma.
Ad attendere notizie in merito al cosiddetto “passaporto vaccinale” è soprattutto il comparto del turismo, costretto da tempo a fare i conti con un stop prolungato a causa della pandemia da Covid-19. In tal senso il commissario al Mercato interno, Thierry Breton, ha detto all’Europarlamento che “Da parte nostra saremo pronti già a giugno ma gli Stati avranno un mese di tempo per adeguarsi”.
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Sembra che il certificato vaccinale sarà operativo all’interno dell’Unione europea a partire da luglio. A confermarlo nel corso di una audizione all’Europarlamento è stato il commissario al Mercato interno del Parlamento europeo Thierry Breton, che ha dichiarato: “Da parte nostra saremo pronti a inizio giungo ma lasciamo il mese correre affinché gli Stati membri attuino gli aspetti tecnici e a luglio tutto dovrebbe essere operativo”, quindi in realtà toccherà agli Stati europei a partire dal mese di luglio essere in grado di operare in tale direzione. “Poi gli Stati membri potranno iniziare a editarlo e implementarlo. Dobbiamo agire in tempo per salvare la stagione turistica” – ha ribadito.
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A poi aggiunto, come riporta l’Agi, “So che ci sono discussioni riguardo a questo lungo periodo di transizione, ma dobbiamo agire al più presto” – “La Commissione europea sta lavorando sul gateway” meccanismo che permetterà ai vari Stati di riconoscere i certificati vaccinali.
“Dal primo giugno in poi saremo pronti e gli Stati membri potranno procedere all’edizione del certificato verde” ha dichiarato Breton, che poi sulla privacy ha detto che “I dati saranno di proprietà dell’utente e questo è un punto molto importante”.
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