Napoleone, il 5 maggio ricordiamo le sue frasi più celebri

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Napoleone, il 5 Maggio del 1821 è stata la data della morte di questo personaggio che ha cambiato tutta l’Europa. Oggi è il bicentenario della sua morte.

Napoleone, oggi 5 Maggio si celebra il bicentenario dalla sua morte (Getty Images)
Napoleone, oggi 5 Maggio si celebra il bicentenario dalla sua morte (Getty Images)

Si narra che dopo la sua morte, Alessandro Manzoni interruppe tutte le sue attività per riuscire a scrivere la celebre poesia Il Cinque Maggio, la quale sarà dedicata all’uomo che aveva cambiato l’Europa con le sue tattiche e la sua diplomazia.

Ripercorriamo le 10 frasi celebri dell’uomo:

  • Il modo migliore per mantenere la tua parola è di non darla mai
  • Chi ha paura d’essere battuto sia certo della sconfitta
  • Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore
  • Dobbiamo sempre riservarci il diritto di ridere il giorno dopo delle nostre idee espresse il giorno prima
  • Per guidare il mondo esiste solo un segreto: essere forti
  • Nel mondo ci sono soltanto due forze, la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito
  • L’amore è una pazzia fatta in due
  • La storia è la versione di eventi passati che il popolo ha accettato di comune accordo
  • La fortuna è una donna, se voi la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani
  • Per essere creduto, rendi la verità incredibile

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Napoleone, il 5 maggio 2021 si festeggia il bicentenario dalla sua morte

Nonostante il suo operato svolto durante i 15 anni in cui è stato al potere in Francia, tra il 1799 e il 1815, rimane ancora una figura controversa, viene definito un grande misogino proprio per il suo carattere.

Il personaggio così controverso fa ancora parlare di sé per quanto riguarda l’operato di politici, storici, istituzioni e vicende sociali. L’accusa di schiavismo è una delle recenti accuse mosse contro il personaggio dalla Fondation pour la Memoire de l’Esclavage.

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Il genio di guerra morì durante l’esilio sull’isola di Sant’Elena il 5 Maggio del 1821, il ministro francese che tutela la Parità tra Uomini e Donne, ha definito il personaggio “un grande misogino”.

Viene accusato anche di aver sdoganato la schiavitù nel 1802, cinque anni dopo la Rivoluzione Francese, questo è stato ritenuto un gesto orribile per il presidente Macron.

Inoltre, lo stratega è l’unico capo di guerra che fece sacrificare migliaia di uomini durante le sue campagne militari, tra cui anche la campagna d’Italia.