Denise Pipitone e quell’incidente stradale mai chiarito. Un’altra tessera, l’ennesima, di un mosaico che non ha intenzione di ricomporsi.
Denise Pipitone. Ogni volta che si parla della bambina di Mazara del Vallo dal cuore gronda una goccia di sangue. Ogni volta si riapre una ferita che è sempre fresca, non riesce a rimarginarsi perché non vuole rimarginarsi. Questa terribile storia ci presenta, quasi quotidianamente ormai, nuovi tasselli di un puzzle che sembra impossibile poter ricomporre. Tessere che, apparentemente, possono sembrare indizi importanti sulla strada della verità “vera”, salvo poi dimostrarsi assolutamente inconciliabili con quelle precedenti.
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E tutto deve ricominciare da capo. Ogni volta. Questa mattina a Storie Italiane si è ripreso a parlare della bambina scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo e, in particolare, si è ritornati ad analizzare un incidente d’auto avvenuto la mattina della scomparsa della piccola Denise, già in precedenza analizzato, ma mai veramente chiarito fino in fondo. In tale contesto è stato intervistato un uomo che assistette all’incidente.
Il testimone in questione è un carrozziere di Mazara del Vallo. “Mentre stavamo lavorando sentimmo un brutto odore di bruciato, queste le sue parole, ci giriamo e vediamo questa macchina che era andata a sbattere sul marciapiede. Era un’auto blu metallizzata, a tre porte. L’orario saranno state le 12 e un quarto, 12 e dieci, diciamo intorno all’ora di pranzo “. Alla domanda se ricordava chi fosse al volante di quell’auto, il carrozziere ha così risposto:
“Una donna, come ho già detto 17 anni fa, era una donna con una sfumatura rossa, non mi sono focalizzato sul viso, non ricordo il taglio di capelli. Non ho visto altre persone a bordo, non sapevamo nulla: pensavo si fosse sentita di sesso maschile, invece di andata e dritta e ha sbattuto. Se C’era Una bambina di un bordo? Non ci ho fatto caso, della bambina ho saputo dopo”.
Il particolare della sfumatura rossa assume particolare rilievo poiché Anna Corona, diciassette anni fa, ovvero all’epoca dei fatti, aveva un colore dei capelli simile alla sfumatura rossa dell’auto notata dal carrozziere.
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L’auto coinvolta nell’incidente viaggiava ad alta velocità, e dopo il violento impatto contro un paracarro, fuggì via urtando anche un marciapiede. Dalla targa dell’auto si risalì al proprietario che risultò assolutamente estraneo alla vicenda di Denise. Nella miriade di materiale e di informazioni riguardanti la scomparsa della bambina, confronta anche una lettera anonima in cui si parla di un’auto con due persone a bordo più una bambina, che sarebbe stata, sempre secondo l’autore della missiva anonima, Denise stessa.
Si tratta della stessa automobile? Bisognerà scoprirlo. Intanto un’altra tessera si aggiunge alle altre. Cominciano ad essere troppe, e, spesso, inconciliabili tra loro. E tutto diventa, sempre più, maledettamente complicato.
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