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Morto Tarcisio Burgnich, terzino destro della Grande Inter

Published by
Gabriele Mastroleo

Un grave lutto ha colpito il mondo del calcio italiano: morto Tarcisio Burgnich, terzino destro della Grande Inter.

Tarcisio Burgnich

Aveva 82 anni ed era nato a Ruda, piccolo centro della provincia di Udine, Tarcisio Burgnich, l’ex terzino destro della Grande Inter di Helenio Herrera. Cresciuto nell’Udinese, gioca la prima stagione in serie A proprio coi friulani, esordendo giovanissimo a soli 19 anni. Passa poi alla Juventus, con cui nel 1961 vince il primo scudetto, quindi per un’altra stagione al Palermo.

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Nel 1962, sarebbe stato lo stesso Helenio Herrera, il mago del calcio, a volerlo fortemente nella sua Inter, che sta costruendo per vincere tutto. Sostituisce Armando Picchi, che da quel momento in poi sarà il libero nerazzurro, sulla fascia destra della difesa e grazie al suo innesto si apre quella che sarà la miglior striscia nerazzurra di sempre. A Milano, Burgnich si guadagna il soprannome di “Roccia”.

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Tarcisio Burgnich: la storia del difensore della Grande Inter di Helenio Herrera

Quell’Inter costruita da Angelo Moratti per il mago Helenio Herrera diventa una poesia, uno scioglilingua che ogni tifoso nerazzurro conosce a menadito. “Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi”, recitano ancora oggi i tifosi nerazzurri, ricordando le gesta eroiche di una squadra che ha vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Un ciclo meraviglioso, che Burgnich completerà conquistando con la nazionale di calcio gli Europei del 1968 e arrivando secondo ai mondiali di Messico 1970.

Il terzino destro nato a Ruda, che per amore si trasferì a Torino sposando la figlia di alcuni ristoratori, e che oggi è morto in Versilia, fu uno degli ultimi a lasciare la Grande Inter, diversi anni dopo la fine di un ciclo. L’addio ai nerazzurri arrivò infatti nel 1974 dopo aver giocato 476 partite ufficiali e aver realizzato sette gol. Passò al Napoli dove chiuse la carriera a quasi 40 anni, togliendosi anche lo sfizio di vincere una Coppa Italia. Appese le scarpette al chiodo, ha allenato diverse squadre a partire dal Livorno fino ad arrivare al Pescara nel 2001. Poi il ritorno alla sua Inter nelle vesti di osservatore. Una carriera immensa per uno dei difensori più forti della storia.

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