Camilla Canepa: la decisione delle Regioni dopo la sua morte

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Camilla Canepa: la decisione delle Regioni dopo la sua morte. La tragedia della giovane studente essa rilancia la polemica sul vaccino di Oxford

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Vaccinazione (Pixabay)

Il vaccino di Oxford AstraZeneca è sempre sta t o circondato da un solo di mistero. Dubbi iniziali sulla sua reale efficacia, appurata la quale ci si è bloccati su quali fasce di età essere da preferire in virtù delle sue peculiarità. Le fasce sotto ed oltre si alternano continuamente, creando enormi disagi ai medici ed, ovviamente, ai cittadini che si sottoporre alla vaccinazione.

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La tragica notizia di oggi riguardante la morte della giovane studentessa di Sestri Levante, Camilla Canepa, non ha fatto altro che dare un’accelerata fortissima ad una question di cui si stava già dibattendo da qualche giorno. Le regioni iniziano, all spicciolata, a dare le loro prime risposte, anche sulla comprensibile, ed inevitabile, onda emotiva scatenata dalla morte della diciottenne.

Le parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri

A breve, ha spiegato il sottosegretario, si potrebbe giungere a una limitazione sotto i 30 oi 40 anni, “mentre una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio”. Ma dalle notizie che circolano vertiginosamente vi età sarebbero due linee di pensiero contrastanti riguardante proprio la soglia di per una somministrazione più sicura.

La risposta delle Regioni

Da una parte vi sono coloro che ritengono che 50 anni sia la soglia giusta mentre l’altra corrente spingerebbe a rafforzare la già presente raccomandazione dell’Aifa e quindi sottoporre una vaccinazione con AstraZeneca soltanto gli over 60. La Sicilia, ad esempio, seguirà questa seconda corrente di pensiero e sottoporrà al siero di Oxford soltanto chi avrà oltre 60 anni. Questo in attesa che il Cts si esprima in maniera chiara e definitiva.

La Liguria ha deciso di sospensione, fino a nuova indicazione, la somministrazione del lotto ABX1506 del vaccino AstraZeneca, che ha provocato delle reazioni avverse in due donne ricoverate al San Martino di Genova. La Campania, dal canto suo, ha revocato l’Open day previsto per giovedì sera. “Gli open day con AstraZeneca sono bloccati. Abbiamo avuto ieri la riunione con i direttori generali. Non è che abbiamo avuto grandi problemi però è evidente che è per ragioni di prudenza”, queste le parole del presidente della Campania, Vincenzo De Luca.

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Il Lazio sono aperte da mercoledì le prenotazioni per un’“open week” over 18 di Astrazeneca con ticket virtuale. Altre Regioni come, ad esempio, il Friuli-Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga e il Veneto di Luca Zaia non hanno alcun Open day per la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Inoltre, sempre il presidente del Veneto, ha ribadito la scelta di non somministrare più i vaccini a vettore virale, come Astrazeneca e J&J per i minori di 60 anni. Della stessa opinione la regione Sardegna: “Non usiamo AstraZeneca al di fuori delle fasce di età indica dal ministero, anche negli open day”.

Risulta evidente che fino a quando non vi saranno indicazioni precise da parte del Cts si continueranno ad andare con decisioni unilaterali da parte delle singole regioni. Ancora una volta la parcellizzazione della sanità italiana sta offrendo il suo volto peggiore.