Nonostante il miglioramento del quadro epidemico, la Fondazione “Gimbe” ha messo in guardia: “Attenti alla variante Delta”
Continua nel Regno Unito il rimbalzo dei contagi da Covid addebitabili alla variante Delta. Nelle ultime 24 sono 11.007 i contagi (picco giornaliero da metà febbraio) su 1.1 milioni di tamponi processati. Molto più contenuto, grazie all’effetto vaccini, l’aumento dei morti: 19, contro i 9 del giorno prima, e dei ricoveri in ospedali, il cui totale è ora di 1.227 unità. Gli esperti, pertanto, invitano alla prudenza anche se i vaccini somministrati nel Regno Unito sfiorano quota 73 milioni, con oltre 42.2 milioni di prime dosi (80.1% della popolazione adulta nazionale) e quasi 30.7 milioni di richiami.
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Nel nostro Paese, invece, nella settimana 9-15 giugno, secondo i dati della Fondazione “Gimbe”, i nuovi casi di positività al Covid segnano -25.2% e i decessi -12.4%, mentre -rispetto al picco del 6 aprile- si registra il meno 89% dei posti letto in area medica e il meno 87% in intensiva. Tuttavia, gli esperti della Fondazione “Gimbe”, che hanno riscontrato anche il crollo dei tamponi effettuati, meno 31.5% nelle ultime 5 settimane, invocano attenzione alla variante Delta: la media nazionale si attesta all’1% dei nuovi casi ma nel Lazio è a 3.4%, in Sardegna al 2.9% e in Lombardia al 2.5%. Chiesta, inoltre, chiarezza sull’obbligatorietà del mix vaccinale.
Al netto delle preoccupazioni legate alla variante Delta, quadro epidemiologico sempre più in miglioramento: nel nostro Paese sono 1.325 i contagi da Coronavirus nelle ultime 24 ore, contro i 1400 del giorno precedente, su 200.315 tamponi processati, 3 mila in meno rispetto all’altro ieri. Il tasso di positività sale leggermente dallo 0.6% a 0.7%. Ancora in calo i decessi, 37 contro i 52 di mercoledì. Si alleggerisce ulteriormente la pressione sugli ospedali: -176 ricoveri ordinari e -27 in intensiva, con 15 ingressi giornalieri.
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Intanto l’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco, attraverso Marco Cavaleri, corregge leggermente il tiro sul mix vaccinale: “Sulla base delle esperienze passate, mischiare vaccini sembra una strategia che può essere impiegata ma su quelli anti-Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere più informazioni“. Tuttavia, “spetta agli Stati decidere come usare i vaccini”. Contro la circolazione delle varianti “sarebbe importante accorciare l’intervallo tra le due dosi AstraZeneca”. Infine, Cavaleri ha preannunciato che a luglio arriverà il parere su “Moderna” per i 12-17 anni.
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