La rabbia di Piera Maggio: “Vergogna, noi siamo vittime”:

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In diretta televisiva su Raidue, la rabbia di Piera Maggio dopo le illazioni sul suo conto: “Vergogna, noi siamo vittime”.

“Noi siamo vittime, invece ci attaccano e ci denigrano”, con queste parole inizia un lungo sfogo in diretta durante la trasmissione Ore 14, condotta su Raidue da Milo Infante, di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo 17 anni fa. La donna ha ricordato che in questi anni lei si è battuta sempre per avere giustizia e verità per sua figlia, di fronte a quello che è evidentemente un muro di omertà.

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Si è quindi appellata all’Ordine dei Giornalisti, chiedendo che vengano presi provvedimenti nei confronti di chi fa illazioni sul suo conto. La donna ribadisce il suo desiderio di verità e nel suo duro sfogo sottolinea: “Vi dovete vergognare per quello che state facendo”. Pur senza citarlo mai, l’oggetto del suo duro attacco è la popolare trasmissione televisiva “Quarto Grado”.

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Le parole di Piera Maggio in diretta tv: “Vergogna”, ecco a chi si rivolge

Piera Maggio ci tiene anche a sottolineare: “A Mazara del Vallo, sanno la verità”, proprio per mettere in chiaro come ci sia un muro di omertà che da oltre tre lustri va avanti su questa vicenda. Nella stessa trasmissione televisiva, oggi è stato peraltro mandato in onda un servizio, che mostra un inviato del programma che viene prima aggredito da una persona che gli lancia addosso un casco, quindi minacciato da un misterioso individuo, mentre è fuori dalla casa di una delle testimoni della vicenda.

“Piera Maggio merita rispetto come essere umano e madre di una bambina scomparsa”, scrivono gli utenti su Twitter in diretta e qualcuno ricorda che è grazie all’impegno della donna se esiste una legge in Italia che considera le aggravanti riguardo alla scomparsa dei minori. Altri insistono: “Anche la tv dovrebbe fare un passo indietro. Le indagini sono riaperte, c’è la commissione. Il resto spetta alle autorità competenti. Questa non è una serie Netflix dove si attende il colpo ad effetto”.