Orlando Merenda morto suicida, l’ultima ipotesi: era ricattato

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Orlando Merenda morto suicida, la Procura apre a una nuova pista: la famiglia non crede che sia stato un gesto volontario

Orlando Merenda
Orlando Merenda (foto Facebook)

Orlando Merenda si è suicidato lanciandosi sotto al treno tra le stazioni del Lingotto e Moncalieri a Torino, dove viveva con la famiglia che non aveva mai giudicato male il suo essere omosessuale. Ma purtroppo a qualcuno non stava bene ciò tanto che il ragazzo era stato insultato varie volte.

Ora la Procura indaga per istigazione al suicidio perché sarebbe stato ricattato. Si era pensato subito che il bullismo e l’omofobia fossero i motivi per i quali si è suicidato. Solo ipotesi perché il ragazzo non ha lasciato nulla di scritto ma al fratello, ha raccontato alla Stampa, aveva detto di avere paura di alcune persone, senza fare nomi.

Orlando voleva andare via da Torino e raggiungere la mamma in Calabria. L’hanno confermato anche al bar dove lavorare per uno stage con la scuola: gli era stato proposto di restare lì ma aveva declinato proprio per raggiungere la donna.

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Orlando Merenda, la nuova pista della Procura

(Instagram)

Al bar è andato l’ultima volta il giorno prima del suicidio. Al Corriere della Sera i dipendenti hanno detto che era più silenzioso del solito, poi il giorno dopo la tragedia. Ma la famiglia non crede al gesto volontario e vari elementi lo fanno pensare tanto che ora c’è l’apertura del fascicolo per istigazione al suicidio.

I suoi amici lo hanno ricordato con un video sui social e anche in quel caso ci sono stati insulti: “Morte ai gay“, su legge in un commento. Qualcuno voleva male al giovane? Gli investigatori vogliono vederci chiaro e non chiudere sbrigativamente e facilmente il caso come suicidio.

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Negli ultimi tempi non era tranquillo e oltre al fratello è una sensazione anche degli amici. Potrebbe dunque esserci qualcosa o qualcuno che l’ha spinto all’estremo gesto.