Kabul, la foto del console che aiuta un bambino è virale: ecco chi è

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Ha fatto il giro del web l’immagine che ritrae Tommaso Claudi a Kabul mentre aiuta un bambino disperato a superare il muro dell’aeroporto. Si tratta dell’unico diplomatico del nostro Paese rimasto nella capitale afghana. 

tommaso claudi, chi è il console italiano in afghanistan
Tommaso Claudi (Twitter – Farnesina)

Elmetto, giubbotto antiproiettile e via in prima linea per aiutare bambini, donne e uomini a fuggire dai talebani. Tommaso Claudi, l’ultimo diplomatico italiano rimasto a Kabul per mantenere un contatto operativo con la Farnesina, non ha paura di dare il suo contributo alle operazioni di evacuazione e non vuole lasciare nessuno indietro. Le immagini diffuse su Twitter dal segretario generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Ettore Sequi, sono tra le più evocative delle ultime ore.

È bastato poco tempo perché diventassero virali: Claudi è stato immortalato nel caos dell’aeroporto di Kabul mentre aiuta un bambino afghano spaventato e in lacrime a oltrepassare un muro del perimetro interno, prendendolo di peso dalla ressa per metterlo in salvo. Lo scatto è stato condiviso anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Grazie Tommaso – ha scritto – siamo tutti orgogliosi di te, del lavoro che stai facendo senza sosta, con amore e dedizione”.

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La carriera di Tommaso Claudi

Originario di Camerino, in provincia di Macerata, è nato il 30 agosto 1990. Dopo essersi laureato all’Università di Pavia in Linguistica, nel 2016 ha intrapreso gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Conseguita la seconda laurea, ha superato il concorso diplomatico che gli ha consentito di svolgere il periodo di nove mesi di formazione come Segretario di legazione di prova, la prima tappa della carriera diplomatica. Nel 2018 Tommaso Claudi ha poi ottenuto la conferma nella Direzione generale di promozione “Sistema paese”.

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A partire dall’anno successivo il diplomatico italiano è entrato in servizio come secondo segretario commerciale presso l’Ambasciata d’Italia della capitale afghana. A Kabul vive in un locale all’interno dell’aeroporto, dove esercita un’incessante opera di rimpatrio. Dopo la presa dei talebani, si è subito messo al lavoro per garantire l’evacuazione in sicurezza dei civili. “Rimarrò tutto il tempo necessario, finché ce ne sarà bisogno”, aveva precisato pochi giorni fa intervistato dal Corriere della Sera. Nell’ultima settimana, secondo le stime, l’Italia ha fatto evacuare oltre 1500 afghani tra donne, bambini e uomini.