Padre Vanessa Zappalà: “La sua morte sconfitta dello Stato”

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Il padre Vanessa Zappalà, la ragazza uccisa dall’ex nel Catanese, denuncia il mancato arresto dell’assassino

Vanessa Zappalà uccisa in strada dall'ex fidanzato
Vanessa Zappalà (Facebook)

La morte di Vanessa Zappalà è l’ennesimo episodio di violenza scatenata dalla gelosia che ha raggiunto livelli inaccettabili. La ventiseienne è stata uccisa domenica sera sul lungomare di Acitrezza da Antonino Sciuto che non si rassegnava alla fine della loro relazione. Si è avvicinato mentre la ragazza passeggiava con amici e ha aperto il fuoco. Subito è partita la caccia all’uomo con i carabinieri che hanno diffuso la sua foto, inutilmente visto che si è suicidato in un casolare di campagna impiccandosi.

Il papà della vittima, Carmelo, è stato intervistato da Repubblica e ha affermato che questa morte è una sconfitta dello Stato. Vanessa infatti si era dovuta difendere da quest’uomo che la tormentava, denunciato per stalker, ma il giudice non ha confermato l’arresto a giugno scorso. I due sono stati insieme da maggio 2020 fino all’inizio dell’anno ma rifiutava che non fossero più fidanzati e aveva messo un Gps nella macchina di Vanessa ed era addirittura entrato nel giardino di casa per sentire cosa dicessero.

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Il mancato arresto dell’assassino di Vanessa Zappalà

Omicidio Catania
Vanessa Zappalà e Antonino Sciuto

La domanda di Carmelo Zappalà è quella di un padre distrutto: Perché il giudice non ha convalidato l’arresto dopo la richiesta della Procura di Catania? C’è stato solo il divieto di avvicinarsi, ed era stato rispettato, fino alla tragica sera di domenica.

Per la famiglia era tutto un piano, covava una vendetta, verso la figlia e verso papà Carmelo. Antonino era anche stato accolto in casa per due mesi ma aveva due facce, “era un mostro“.

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Vi voglio bene” è la scritta ritrovata alla parete del casolare dove l’assassino si è impiccato. Un messaggio rivolto ai genitori e ai due figli avuti da un precedente matrimonio.