Nadia Fario, chi è l’atleta paralimpica a Tokyo 2020, la sua malattia

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Cosa sapere su Nadia Fario, chi è l’atleta paralimpica a Tokyo 2020, la sua malattia: la lotta alla sclerosi multipla.

Nadia Fario, nasce a Padova il 31 Ottobre 1964, il suo debutto avviene nella pistola P2 10 metri e la P4 50 metri nella categoria SH1-C, risalente al 2012. Gareggerà per una delle società più attive ne mondo dei disabili, l’Aspea Padova, tramite il passato da volontaria tra i disabili ha potuto capire il disagio dei disabili nelle strutture. Subito dopo verrà colpita da sclerosi multipla, nel momento in cui ha scoperto il tiro a segno, non avrebbe mai immaginato di raggiungere livelli agonistici tali da essere convocata a Rio 2016.

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La disciplina le ha regalato calma e serenità, questo le ha permesso di convivere al meglio con la sua disabilità. L’atleta si allena 3 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, il suo allenatore è Ivano Borgato, il quale ha partecipato alle Paralimpiadi. La campionessa italiana di pistola 10 metri donne e di pistola 50 metri donne, è riuscita a trovare l’amore e la capacità di andare oltre la sclerosi multipla, diventando una donna libera e leggera.

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La sclerosi multipla e la battaglia di Nadia Fario

La campionessa ha dichiarato che quando è in gara spara al bersaglio sentendosi più leggera, non pensa a niente, neanche alla sclerosi multipla. Si dimentica gli sguardi pietistici, i quali le hanno dato molto fastidio durante il suo percorso sportivo e personale. Nadia Faro, non sente più nulla quando spara, neanche le persone che le sono attorno. Il flow dello sportivo è quella sorta di bolla dove si isola, dove riesce ad esserci solo lei e il suo compito in quel momento così particolare ed importante. Questo la fa sentire molto meglio, pensando al centro del bersaglio e alla sua posizione. Infatti è una delle tre atlete con Sclerosi Multipla che rappresentano l’Italia durante le Paralimpiadi di Tokyo.

Il suo spirito positivo e propositivo le ha permesso di partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo con tutta l’energia necessaria. La diagnosi della Sclerosi Multipla è giunta all’età di 40 anni, la notizia inizialmente non ha avuto un buon effetto sull’atleta. Ha conosciuto suo marito Ivano Borgato, proprio mentre era impegnata a seguire una squadra di Basket in carrozzina, il suo fidanzato ha partecipato a tre Paralimpiadi e vanta un’esperienza anche con la nazionale di basket.