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Cronaca

Femminicidio a Noventa Vicentina: continuano le indagini, caccia all’uomo

Published by
Cindy Delfini

Ieri mattina la notizia del ritrovamento del cadavere di una donna di 31 anni di origini nigeriane, uccisa dal suo ex compagno. Oggi continuano le indagini e la ricerca dell’uomo che si è dato alla fuga a Noventa Vicentina.

Djedj/Pixabay

Noventa Vicentina. Venerdì mattina è stato trovato il cadavere di Rita Amenze, 30 anni, uccisa dal suo ex compagno Pierangelo Pellizzari, 61 anni. Pellizzari ha sparato 4 volte alla donna nel piazzale della ditta dove lavorava, per poi abbandonare il suo cadere e fuggire.

Al momento è in corso una caccia all’uomo nelle campagne del vicentino e sulle strade principali nel Nord-est dell’Italia.

L’omicidio: ricostruzione dei fatti

Rita Amenze/Facebook

Rita Amenze aveva 30 anni e da 4 anni viveva in Italia: era riuscita a trovare un lavoro a Noventa Vicentina, dove aveva conosciuto Pierangelo Pellizzari, di 61 anni.
Pellizzari, disoccupato che ogni tanto riusciva a trovare impieghi occasionali come operaio edile, è conosciuto per il suo carattere prepotente. L’uomo era già stato condannato in passato proprio per le violenze che aveva inflitto alla sua ex: gli erano stati dati 4 mesi per minacce e aggressioni.

I due si erano sposati nel 2018 ma già da mesi avevano smesso di vivere insieme: Amenze non riusciva più a sopportare i continui litigi, iniziati per via del suo desiderio di far arrivare in Italia i suoi suoi tre figli (che si trovano in Nigeria), e voleva lasciare l’uomo.

Ieri mattina, venerdì 10 settembre, Pellizzari ha ucciso Amenze sparandole 4 colpi nel petto, fuori dall’azienda dove la donna lavorava. Dopodiché, l’uomo è fuggito: inizialmente a bordo della sua Jeep grigia, per poi cambiare mezzo e scappare in Vespa. Ora ha fatto perdere le sue tracce, allontanandosi a piedi nelle campagne.

I carabinieri, insieme alle unità cinofile, hanno passato la notte facendo ricerche nelle zone di campagna vicine all’abitazione di Pellizzari a Villaga (Vicenza). Sono stati usati anche i droni della Protezione civile e dei metal detector.

Pellizzari non aveva il permesso di portare armi con sé: nel 2008, a causa dei suoi comportamenti violenti, aveva ricevuto una revoca del porto d’armi. Al momento gli inquirenti lo hanno definito come “armato e pericoloso”.

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