Islanda: inaugurato il più grande impianto per la sottrazione di CO2

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In Islanda è stato creato il più grande impianto al mondo per sottrarre CO2 dall’aria. L’impianto sarebbe in grado di sottrarre 4mila tonnellate l’anno e per il momento si tratta di una parte minima, ma l’idea potrebbe diventare utile per sviluppare nuove metodologie per combattere la crisi climatica.

Impianto Orca, Islanda
via Climeworks

Viviamo ormai in una situazione di emergenza climatica: quest’anno l’ONU ha lanciano l’ennesimo allarme, vista la velocità con cui sta aumentando il riscaldamento globale.

Diventa sempre più fondamentale trovare delle soluzioni che possano combattere il cambiamento climatico. In questi giorni, in Islanda sono stati fatti dei progressi con l’inaugurazione dell’Orca: il più grande impianto al mondo per la sottrazione di CO2.

L’impianto Orca, per la sottrazione di CO2


Il riscaldamento globale è provocato dalle nostre attività sulla terra e dalle massicce emissioni di CO2 (anidride carbonica). Queste sono alla base dell’aumento delle temperature mondiali e dei fenomeni metereologici che si fanno sempre più estremi e frequenti.

Mercoledì 8 settembre è stato inaugurato l’Orca: è il più grande impianto mai realizzato per sottrarre CO2 dall’atmosfera. Il termine deriva dalla parola islandese “orka”, che significa “energia”. L’impianto si trova nel parco geotermale di Hellisheidi, non molto distante dalla capitale Reykjavik.

Elaborato dall’azienda svizzera Climeworks, per il momento l’impianto avrà un impatto minimo sull’ambiente – potrà assorbire 4 mila tonnellate di CO2 all’anno – ma, secondo molti scienziati, sarà sicuramente utile per il futuro, come modello per poter sviluppare nuove tecnologie.

L’Orca è alimentato con l’energia che viene prodotta dalla centrale geotermica. La costruzione dell’impianto è iniziata a dicembre del 2020 ed ha richiesto pochi mesi, ispirandosi ad un progetto pilota installato nel 2017 sempre in Islanda.

L’impianto è formato da 4 impianti di aspirazione, che sono collegati a 8 container. Questi impianti di “cattura diretta dell’aria” – Direct Air Capture (o DAC) – assorbono l’anidride carbonica che si trova nell’aria, la quale successivamente potrà essere utilizzata per scopi diversi.

All’interno degli impianti è presente un filtro che permette di rilasciare l’anidride carbonica, la quale viene aggiunta a dell’acqua e pompata nel sottosuolo, dove si raffredda e pietrifica restando in sicurezza attraverso un processo chiamato mineralizzazione.

Una parte dell’anidride carbonica che viene assorbita potrebbe essere trasformata in carburante unendola all’idrogeno, oppure potrebbe essere inserita in dei contenitori in pressione e venduta alle fabbriche che producono bibite gasate.

L’azienda si sta impegnando per realizzare il suo scopo: invertire il cambiamento climatico.