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Sport

La lotta di Luigi Busà: “Solo mio padre credeva in me”, cosa è successo

Published by
Cindy Delfini

Luigi Busà si è aggiudicato la medaglia d’oro nel karate alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Con la sua vittoria, il ragazzo ha portato l’Italia a raggiungere un record di medaglie. Momenti di gioia, che sono stati preceduti da periodi bui e difficili: Luigi ha raccontato la sua lotta personale prima di diventare l’atleta che è adesso.

Luigi Busà/Facebook

Luigi Busà, soprannominato dagli amici Gorilla d’Avola, è il karateka che ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020, specialità kumite 75 kg. Busà ha fatto veramente la storia: il suo è stato il primo titolo olimpico conquistato dall’Italia in tale sport e il nono oro per il paese che è arrivato a vincere 40 medaglie in totale, stabilendo un nuovo record.

Il 33enne ha festeggiato la vittoria e ricordato il suo passato da ragazzo sovrappeso. La voglia di mettersi in gioco lo ha portato a lavorare su se stesso e migliorarsi, fino ad arrivare a diventare un campione nazionale.

Luigi Busà e la lotta contro l’obesità

Luigi Busà/Facebook

Luigi Busà è nato ad Avola (Siracusa) nel 1987 e ha due sorelle, Lorella e Cristina, anche loro campionesse di karate specializzate nel kumite. Quella di Luigi è quindi una famiglia con una passione verso le arti marziali: il percorso di Luigi è iniziato con l’incoraggiamento del padre, definito dal campione come l’unico che ha creduto in lui.

Luigi ha raccontato che tutto è iniziato “come un gioco”, infatti da ragazzo Luigi era obeso e né lui né le persone che lo circondavano si sarebbero mai aspettati di vederlo alle Olimpiadi.

Come ha raccontato, all’età di 13 pesava 94 kg ed era meno alto di adesso. All’inizio, suo padre – anch’egli con un passato di atleta alle spalle – è stato l’unico a vedere in lui “qualcosa di speciale”. Da piccolo Luigi vinceva i suoi primi campionati cadetti ed il padre aveva cominciato a pensare che sarebbe potuto riuscire ad andare oltre.

A 16 anni Luigi combatteva nei pesi massimi e, dopo aver capito che a livello internazionale non sarebbe stata un’ottima scelta (per il rischio di ricevere colpi e impatti troppo duri), decise di dimagrire per scendere nei medi a 75 kg. Così inizio a seguire una dieta, fino ad arrivare all’obiettivo prefisso.

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