La storia di Martina Pigliapoco, chi è la carabiniera diventata un’eroina: lunedì ha convinto una mamma a non togliersi la vita.
Eroina per caso, come altro definire Martina Pigliapoco, 25 anni, di Osimo, in provincia di Ancona, nel cuore delle Marche. La giovane donna è da due anni e mezzo in servizio come primo incarico nella caserma di Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno. Qui si è resa protagonista di un gesto tanto semplice, quanto davvero eroico. Perché se è vero che lei ha agito d’istinto, è altrettanto vero che quella sua azione ha convinto una giovane mamma a non togliersi la vita.
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Teatro di quanto accaduto è Perarolo di Cadore, in provincia di Belluno. Qui c’è un ponte tibetano sospeso nel vuoto e durante un’operazione di pattugliamento Martina e un suo collega graduato si sono trovati di fronte a una scena che li ha preoccupati e non poco. Infatti, su quel ponte c’era appunto una mamma di famiglia, che aveva intenzioni suicidiarie. La giovane carabiniera è scesa dalla vettura e si è avvicinata.
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La ragazza ha raccontato in alcune interviste quello che è accaduto: “Sono andata verso il ponte e sono arrivata a 15-20 metri dalla signora”. La donna le dice di non avvicinarsi e a quel punto la carabiniera si siede per terra e le spiega che non si doveva preoccupare. Per ben tre ore e passa, Martina Pigliapoco resta in quella posizione, cercando un dialogo con la donna, che continuava a stare al di là della staccionata. La mediazione dura dunque diverso tempo, poi la carabiniera e il suo superiore riescono a capire che la donna è una mamma di famiglia.
Proprio facendo leva sulla famiglia, sul marito e sui figli, convincono la donna a fare una telefonata. A quel punto, accade l’evento che nessuno si attendeva forse all’inizio: la carabiniera prova a fare dei passi verso di lei, la mamma di famiglia non la respinge, anzi a un certo punto si siede a cavalcioni sulla staccionata e piange. Martina Pigliapoco capisce che il peggio è passato e anche lei si mette a piangere. Ora è diventata una vera e propria eroina, un’esempio di professionalità e anche il presidente veneto Luca Zaia si è complimentato con lei per questo suo gesto ammirevole.
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