Alessio Madeddu, confessa l’assassino: il movente dell’omicidio

Il caso legato alla morte di Alessio Madeddu è arrivato alla svolta: nella notte l’assassino dello chef ha confessato l’efferato delitto. Tutti i dettagli.

Dopo intense ore di indagini il caso del brutale omicidio dello chef sardo Alessio Madeddu è stato risolto. Il cuoco, proprietario dell’ittiturismo “Sabor’e mari” di Porto Budello a Teulada, era stato trovato morto di fronte al locale intorno alle 9,30 di ieri, giovedì 28 ottobre. Il suo cadavere giaceva riverso a terra in una pozza di sangue.

alessio madeddu, l'assassino ha confessato
(Facebook)

I Carabinieri intervenuti sul posto per far luce sul delitto avevano subito individuato numerose tracce di sangue lungo il vialetto che conduce all’ingresso del ristorante. Lì era stata recuperata anche la copertura del cerchio di un’auto, forse perso dal killer durante la fuga. I militari avevano poi trovato l’arma del delitto, un’accetta utilizzata per colpire ripetutamente il cuoco.

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Tra le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è stata quella di una spedizione punitiva. Le indagini si erano inizialmente concentrate su diversi sospettati, tutti sentiti in caserma durante la giornata. “Abbiamo delle piste”, avevano fatto sapere i Carabinieri. La svolta è poi arrivata durante la notte con la confessione dell’assassino: a uccidere lo chef noto per la partecipazione a “4 Ristoranti” è stato un panettiere di Sant’Anna Arresi di nome Angelo Brancasi.

L’assassino di Alessio Madeddu confessa il delitto: ecco il movente

Il killer di Alessio Madeddu ha confessato durante l’interrogatorio davanti al pm Rita Cariello, che ha coordinato le indagini. Lo chef di “Sabor’e mari” viveva nella dependance vicina al ristorante, dove era sottoposto agli arresti domiciliari per aver aggredito nel 2020 con una ruspa una pattuglia di carabinieri che gli aveva appena ritirato la patente.

alessio madeddu, l'assassino ha confessato
(Facebook)

Secondo quanto reso noto dall’Unione Sarda, Angelo Brancasi lo ha prima attirato fuori dall’abitazione, poi lo ha ferito lungo il vialetto e infine gli ha inferto davanti al locale gli ultimi fendenti fatali. Madeddu avrebbe tentato di difendersi dalla furia omicida cercando inutilmente di trovare riparo.

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Il panettiere killer, difeso dall’avvocato Roberto Zanda, dopo la confessione è stato trasferito nel carcere di Uta. Il movente del delitto, che ha sconvolto l’intera comunità di Teulada e non solo, sarebbe di natura passionale.