La transizione energetica passa anche dai cavi

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La transizione energetica passerà anche dai cavi: dal fossile a nuove forme più sostenibili di energia dovrà reggersi sulle infrastrutture e anche sui cavi, veicolo necessario per l’elettrificazione.

(Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

I grandi cavi saranno al centro della transizione energetica, in modo imprescindibile saranno loro a fornire energia elettrica e questo non interesserà pochi Stati. Già oggi la rete dei cavi fornisce un apporto fondamentale: basti pensare che la rete di cavi passa anche sotto gli oceani oltre che sulla terraferma.

La transizione energetica punterà sull’elettrificazione e da qui passerà anche l’energia pulita, grazie al passaggio dai fossili alle energie rinnovabili e meno inquinanti. Come fa notare Il Post, tutti i sistemi rinnovabili si basano sull’energia elettrica e basta questo a rappresentare la mole di lavoro che gli Stati dovranno portare avanti, anche dal punto di vista delle infrastrutture.

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Dalle auto ai riscaldamenti, tutto dovrà basarsi sull’elettrificazione e questo avrà diversi effetti sulla vita quotidiana. La transizione più visibile, perché quasi primaria rispetto alle altre, riguarda il passaggio dalle auto a combustione a quelle elettriche.

Sulle infrastrutture si dovrà lavorare molto, partendo dalle basi: come nel caso delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche. I cavi e le infrastrutture in generale, dovranno farsi carico di trasportare l’energia e di ripartirla tra case, aziende e luoghi pubblici. Insomma, dai cavi passerà buona parte delle nostre abitudini quotidiane e non. L’Italia vanta una delle aziende leder nel settore dei cavi, la Prysmian, sul podio insieme alla francese Nexans e alla danese NKT. Come spiega il Post, queste 3 aziende gestiscono l’80% del mercato globale.

Adesso queste aziende avranno un ruolo di primo piano nella transizione e, seppur già grandi, il loro contributo apporterà nelle loro casse cifre record. Il Post ha riportato in merito le parole di Hakan Ozmen, vicepresidente esecutivo dell’azienda italiana Prysmian che ha spiegato come la transizione energetica non sarebbe possibile effettuarla senza cavi. Ribadendone l’assoluta importanza.

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Sono diversi i progetti avviati nei parchi eolici offshore, dove i cavi svolgeranno un ruolo chiave. Molti cavi si trovano sui fondali, anche a 3.000 metri di profondità. Una rete che sarà rafforzata e che permetterà di trasportare energia meno inquinante.

Il lavoro in mare è molto più complesso, anche perché i vaci devono essere posizionati con una specifica tecnologia e hanno bisogno di maggiore protezione. La rete sarà così sempre più globale e connessa, non mancheranno di certo attriti tra alcuni stati ma, d’altra parte, la stessa transizione richiederà molto tempo e la tecnologia potrà subire ulteriori progressi.