Nicoletta Mantovani, guarisce dalla sclerosi multipla: come ha fatto

Nicoletta Mantovani, la vedova e moglie di Luciano Pavarotti ha dichiarato di esser guarita dalla sclerosi multipla facendo ricorso ad una cura alternativa, questo è il metodo Zamboni, il nome è stato preso proprio dal dottore che ha ideato la terapia.

 

La vedova ha dichiarato che nel breve periodo in cui ricopriva il ruolo di assessore alla cultura a Bologna, durante un convegno sulla Sclerosi Multipla sentì parlare del professor Zamboni e della sua nuova scoperta.

Nicoletta Mantovani, la sua battaglia con la sclerosi multipla e il metodo Zamboni (Instagram)
Nicoletta Mantovani, la sua battaglia con la sclerosi multipla e il metodo Zamboni (Instagram)

La vedova si incuriosì e andò a trovarlo, il professore Zamboni le disse che i suoi sintomi potevano esser collegati ad una occlusione venosa localizzata sul suo collo. La stessa donna durante l’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha raccontato la sua esperienza nel percorso di guarigione.

La vedova ha dichiarato personalmente che per tutti gli anni in cui ha sofferto di Sclerosi Multipla, la stanchezza e la mancanza d’equilibrio erano all’ordine del giorno, una volta al mese la donna era costretta a letto per via di alcune vertigini.

Dopo l’operazione avuta con il professor Zamboni, la donna non ha sofferto più di sintomi del genere, adesso sta bene e sembra non soffrire più dei sintomi avuti duranti i mesi passati.

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Nicoletta Mantovani, il metodo alternativo del professor Zamboni ha aiutato la vedova di Luciano Pavarotti

Alcuni sostengono che la malattia della vedova non sia mai stata la Sclerosi Multipla, in questo modo giustificano la sua repentina guarigione. La vedova in sua difesa ammise che le fu diagnosticata la Sclerosi Multipla con alcune difficoltà, i dottori americano non avevano dubbi nell’imputare alla donna questa malattia.

Il controllo medico avvenne durante una tournèè di Luciano Pavarotti negli Stati Uniti, la vedova proprio durante un controllo medico, le fu “brutalmente” detto che soffriva di sclerosi multipla e che sarebbe finita su una sedia a rotella.

Luciano Pavarotti si infuriò per i modi bruschi utilizzati dai medici, infatti in quell’occasione prese per il petto il medico dicendogli: “Ma si parla così ad una ragazza di 25 anni?”.

Le guardie del corpo intervennero per difendere il medico, dopo una colluttazione generale, la diagnosi confermò tramite le risonanze magnetiche l’andamento della malattia e di come stava intaccando il sistema nervoso.

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L’intervento affrontato con Luciano Pavarotti

Durante l’intervista la vedova ha parlato dell’intervento e di come non sia stato effettuato in maniera convenzionale, il dottor Zamboni si accorse che mentre la donna parlava, le vene del collo si aprivano costantemente.

Un muscolo masticatore schiacciava la giugulare della donna, la particolarità ha reso inutile il tentativo precedente di dilatarla tramite un pallone, il prelievo di un vaso sanguigno da una gamba, fu necessario per allargare in maniera stabile il collo.

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L’operazione è stata basata proprio sull’intuizione del professor Zamboni, il suo metodo è stato pienamente appoggiato da Pavarotti, il quale è stato sempre accanto a sua moglie.

Con il cantante lirico c’era il patto di “tacere” sulla vicenda, Luciano non voleva esporre sua moglie ai mass media, proprio perché è molto difficile essere malati, il mondo esterno finisce per non vedere la malattia che si sta cercando di combattere, e questo purtroppo per una 25enne era molto duro, ecco perché Luciano ha sempre tenuto riservata la loro battaglia contro la sclerosi multipla.