Crioconservazione: Vitto Claut, il primo italiano a farsi ibernare

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Una pratica che desta polemica è la Crioconservazione: Vitto Claut, chi è il primo italiano a voler farsi ibernare dopo la morte.

(screenshot video)

L’avvocato di Pordenone Vitto Claut qualche anno fa ha scatenato molte polemiche. Infatti, è stato il primo italiano a firmare un contratto per farsi ibernare dopo la morte. Una scelta la sua che fa discutere e che apre un dibattito sugli eccessi dello scientismo. La stipula del contratto risale al 2005 e coinvolge il legale e la Alcor Life Extension Foundation. Si tratta di un’organizzazione no profit nata nel 1972 negli Stati Uniti con sede in Arizona, che si occupa di criogenesi, ovvero della crioconservazione post mortem.

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Non solo Vitto Claut: quanti scelgono la crioconservazione e quanto costa?

Vitto Claut in tutto questo ha investito i risparmi di una vita: si tratta infatti di una cifra molto alta, che lui ha pagato. Infatti, la cifra pagata si aggira intorno ai 300mila euro. Intervistato da Dee Sera, programma radiofonico di Radio Deejay, ha sostenuto tempo fa: “L’ho fatto perché amo la vita e voglio vedere il mondo tra 400 anni. Quando tornerò in vita vivremo sotto terra e ci nutriremo di pillole”. Ma il suo non è un caso unico: sono centinaia in tutto il mondo le persone crioconservate. Qualcuno ha anche scelto di far conservare il proprio cervello.

In Italia, un caso simile a quello di Vitto Claut, che comunque è ancora vivo e sta bene, è quello della mamma di Tanya Ryabinina, 30 anni, russa. La giovane vive a Bologna e ha tre figli e ha raccontato: “Mia madre era tutto per me, quando si è ammalata di tumore, 4 anni, fa abbiamo provato tutto, ma le cure hanno fallito. Lei non voleva lasciarci, voleva vivere e rimanere con noi”. Così la donna è stata “messa in stand-by”. Sua figlia ha firmato un contratto con una società russa e ha ancora speranza: “È finito tutto, solo quando finisce la speranza. Io ho ancora speranza di vedere mia madre viva. Magari tra 10/15 anni anche se il contratto che ho firmato prevede 100 anni”. Nel caso della società russa, le tariffe sono diverse: 12mila euro per un animale, 18mila euro solo per il cervello e il doppio della cifra per tutto il corpo.

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