Morto Enrico Ferri, il ministro del limite dei “110 all’ora” in autostrada

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L’ex ministro e magistrato Enrico Ferri è morto a 78 anni a Pontremoli, dove ha ricoperto la carica di sindaco per 14 anni.

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Credits: Fondazione Giuseppe Saragat (Facebook)

Nella serata di ieri, giovedì 17 dicembre, è morto Enrico Ferri. L’onorevole, ex ministro e magistrato, si è spento nella sua casa di Pontremoli, nella provincia di Massa Carrara in Toscana. L’ex politico aveva 78 anni ed era malato da tempo.

Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha dichiarato che la notizia della sua morte “addolora molto, non solo per le qualità umane delle persona ma anche perché con lui se ne va una figura fondamentale per la cultura della sicurezza stradale in Italia”.

Enrico Ferri in qualità di ministro dei Lavori Pubblici fissò infatti nel 1988 il limite di velocità dei 110 chilometri all’ora in autostrada, trovando il coraggio di andare controcorrente e introducendo una vera e propria rivoluzione per preservare la sicurezza nelle strade del Paese.

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La carriera politica di Enrico Ferri

Dopo essersi laureato in giurisprudenza, nel 1970 Ferri entrò in magistratura. Dal 1976 al 1981 fu membro del Consiglio superiore per poi diventare Segretario nazionale di Magistratura indipendente.

Fu esponente del Partito Socialdemocratico Italiano e tra il 1988 e il 1989 ricoprì la carica di ministro dei Lavori Pubblici al governo. Per il PSDI venne eletto parlamentare europeo nel 1989. Dal 1992 divenne capogruppo del partito alla Camera e fu eletto segretario dal 1993 al 1994.

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Dopo lo scoppio di Tangentopoli fondò il movimento Socialdemocrazia Liberale Europea senza però riuscire a fare tanta strada. Negli anni successivi divenne prima un esponente di Forza Italia di Silvio Berlusconi e poi dell’UDEUR di Clemente Mastella. Dal 1990 al 2004 è stato il sindaco del comune di Pontremoli.