In attesa di capire quali saranno i provvedimenti del governo Draghi sulle future norme anti-Covid, resteranno in vigore le regole adottate con l’ultimo Dpcm di Conte.
Il 15 febbraio sarà l’ultimo giorno di chiusura dei confini delle Regioni, mentre il 5 marzo scadrà l’ultimo Dpcm del governo Conte che regola le misure anti-Covid. Se i tempi dell’insediamento di Mario Draghi a Palazzo Chigi dovessero andare oltre questa settimana, allora potrebbe essere proprio l’esecutivo dimissionario a prorogare il divieto di spostamento tra Regioni attraverso un provvedimento d’urgenza.
La priorità principale è evitare il cosiddetto “liberi tutti”, che andrebbe a favorire la diffusione delle tanto temute varianti Covid. Le future norme anti-contagio sono però un punto interrogativo: da capire se Mario Draghi continuerà a utilizzare i Dpcm sulla scia del suo predecessore.
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Al momento l’unica certezza, pur non essendo ancora ufficiale, è la proroga della chiusura dei confini regionali fino all’ultimo giorno del Dpcm attualmente in vigore, anche se gli spostamenti tra le zone gialle potrebbero tornare a essere consentiti. I tempi per un eventuale nuovo Dpcm saranno però sicuramente lunghi: il governo Draghi dovrà prima confrontarsi con il Comitato tecnico scientifico per valutare la gravità della situazione.
Fino al 5 marzo resterà la divisione delle Regioni nelle tre fasce di rischio (rossa, arancione, gialla), il coprifuoco alle 22 e la chiusura di bar e ristoranti a partire dalle ore 18. I governatori sarebbero in pressing per consentire alle attività di ristorazione di restare aperte anche la sera, ma non è detto che dal Cts arrivi il via libera.
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Nel frattempo lunedì 15 febbraio dovrebbero riaprire gli impianti di risalite e le piste da sci delle zone gialle, nel pieno rispetto delle linee guida imposte dagli esperti per la sicurezza anti-Covid. La riapertura di palestre e piscine è invece ancora un punto interrogativo e per gli eventuali cambiamenti è possibile dover attendere la scadenza del Dpcm di Conte del 5 marzo.
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