Brescia, molotov contro hub vaccinale: arrestati 2 “no vax”

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Manette ai polsi di due attivisti “no vax”, accusati di atti di terrorismo, per l’attentato incendiario, lo scorso 3 aprile, contro un hub vaccinale a Brescia

(Getty Images)

Dopo aver tagliato il traguardo della stabilizzazione delle 500 mila inoculazioni al giorno, subordinato però alla puntualità e alla consistenza delle consegne di vaccini, il Commissario per l’Emergenza, Generale Francesco Paolo Figliuolo, ha già fissato il prossimo target: nel corso dell’intervista concessa al quotidiano “La Repubblica”, il Commissario ha annunciato che “dopo gli over 65 vaccineremo i più giovani in vacanza e nelle scuole“. E a tal fine, essendo ormai alle porte l’estate, il Generale ha rivelato di immaginare luoghi ad hoc dove poter vaccinare utilizzando “strutture presso centri montani e estivi che potrebbero avere un appeal maggiore per quel tipo di utenti”. Infine si è detto fiducioso sui numeri della campagna vaccinale: “Non posso dire che domani riusciremo a fare 1 milione di vaccini ma sono sicuro che si possa salire molto oltre i 500 mila“.

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Intanto, i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Brescia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due uomini, di 51 e 52 anni, accusati di atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e di porto e detenzione di armi da guerra, in quanto ritenuti i responsabili dell’attentato incendiario, lo scorso 3 aprile, contro un hub vaccinale a Brescia. Si tratta di un 51 e un 52enne, entrambi bresciani ed aderenti al movimento No-vax, definiti dalla Procura della Repubblica come “soggetti vicini a una destra anomala“.

Brescia, molotov contro hub vaccinale: arrestati 2 “no vax”. L’obiettivo era sabotare la campagna vaccinale

Come informa il portale bresciatoday, a finire dietro le sbarre Paolo Pluda, 52 anni, di Brescia, e Nicola Zanardelli, 51 anni, di Monticelli Brusati, sempre in provincia di Brescia, entrambi attivisti “no-vax”. Sul profilo Facebook di uno dei due si trovano centinaia di slogan negazionisti, ad esempio, “La pandemiaaaa, la pandemiaaaa è una fesseria e se non guardi la tv, il covid non esiste più”, e post contro i vaccini, contro l’obbligo di indossare la mascherina e a sostegno della campagna “Io apro”. Secondo gli inquirenti, l’obiettivo era quello di boicottare la campagna di vaccinazione seminando incertezza e alimentando un clima di intimidazione fra la popolazione.

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Inoltre, il 51enne risulterebbe già segnalato dai Ros come “orientato, dal punto di vista ideologico, verso le interpretazioni più violente ed oltranziste delle tematiche populiste, no vax ed anti-istituzionali, manifestate in particolare attraverso il web e i social networks”.  Sono in corso ulteriori indagini, nel frattempo sono state eseguite, nelle province di Brescia e Verona, delle perquisizioni nei confronti di alcuni conoscenti degli indagati che apparterrebbero allo stesso movimento.