Argentina-Brasile, finale di Copa America: Messi o Neymar? Domenica mattina, ore 2.00, inizia la sfida tra due modi di intendere il calcio
Forse noi europei non abbiamo l’esatta dimensione di cosa significhi per i sudamericani la sfida calcistica che oppone l’Argentina al Brasile. Forse questa sfida potremmo comprenderla meglio se paragonassimo la sfida infinita di matrice sudamericana ad una sfida più vicina a noi, ugualmente sentita e ricchissima di precedenti. La sfida tra Argentina e Brasile possiamo paragonarla ad Italia – Germania, epico scontro calcistico in versione europea.
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Stessa grande e sentita rivalità, stessa diversità di tradizioni calcistiche, stessa, infinita storia con infiniti episodi passati alla storia del calcio. Probabilmente ora siamo un pò più vicini a comprendere il perché ogni Argentina – Brasile si trasformi da “una partita” a “la partita”. Da una parte Messi e dall’altra Neymar , a contendersi lo scettro di calciatore più forte del mondo. Sarà la prima finale di Copa America senza Diego Armando Maradona , la stella argentina che contende da sempre alla stella brasiliana Pelé lo scettro per il più grande calciatore di tutti i tempi.
Un classico del calcio giocato nel tempio del calcio: lo Stadio Maracanà. Argentina-Brasile è una sfida che in finale manca dal lontano 2007 quando il Brasile batté l’Argentina con un secco 3-0, bissando il successo del 2004, arrivato dopo i calci di rigore, sempre contro l’Albiceleste. Era la finale a cui tutti si auguravano di assistere, ma non così scontata. Le partite ad eliminazione dirette accentuano notevolmente le difficoltà e la sorpresa è sempre pronta a venire fuori.
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Questa volta, però, i pronostici e i desideri della maggior parte dei tifosi ed appassionati sono stati soddisfatti. Il Maracanà non sarà completamente deserto. Il numero di presenze non potrà superare il 10% della capienza massima dello stadio, quindi sugli spalti non vi saranno più di 8000 tifosi, i quali avranno diritto all’ingresso all’interno dello stadio soltanto dopo aver presentato un tampone negativo effettuato 48 ore prima della gara.
Il Covid in Brasile è una terribile piaga che finora ha ucciso oltre mezzo milione di persone. Il commissario tecnico dei brasiliani, Tite, nonché tutti i giocatori della nazionale verdeoro erano contrari a che la competizione si svolgesse in Brasile, ma avevano dovuto accettare “obtorto collo” la decisione. Questa notte vi sarà l’atto finale di una sfida senza luogo e senza tempo. Non “una sfida” ma “la sfida”.
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