Samuele Burgo, è l’atleta originario di Siracusa che gareggia a Tokyo nella disciplina canoa, dopo una serie di lunghe procedure e controlli è riuscito ad accedere in Giappone solo alle ore 22.
L’avventura olimpica dell’atleta siracusano è cominciata circa 5 giorni fa, rappresenta l’Italia nella disciplina della canoa, nel K1 il 2 e 3 Agosto gareggerà e nel K2 scenderà in “campo” il 4 e 5 Agosto.
Il caldo e l’umidità sono i primi avversari da sconfiggere, in pochi giorni è riuscito ad ambientarsi al jet lag, per poi entrare in gara proprio come sua sorella Irene.
La campionessa di Canoa tramite i suoi consigli, e gli allenamenti di suo padre Maurizio hanno creato una coppia vincente che potranno permettere all’atleta di gareggiare al 100% nella disciplina della canoa a Tokyo.
Il suo talento, la forza e la determinazione lo hanno reso sin da subito il membro ufficiale della squadra italiana nella disciplina della canoa. Il sindaco della sua città è la prima persona a fare il tifo per l’atleta.
Il silenzio olimpico è rispettato ancora prima delle gare da disputare, nessun atleta azzurro ha l’autorizzazione di rilasciare interviste sui social o in maniera social.
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Con Luigi Busà, il campione di karate tutta la sua città di Siracusa è pronta a fare il tifo per l’atleta nei prosismi giorni, dove si vedrà l’atlteta spingere verso le finali batteria dopo batteria.
Nasce come capovoga del K2 1000 metri, con Luca Beccato è riuscito a conquistare i biglietti per Tokyo 2020, conquistando il sesto posto della finale durante i Mondiali 2019.
Si allena sul fiume Anapo con i Canottieri Siracusa, seguendo i saggi consigli di suo padre Maurizio, il quale ha sempre seguito i suoi progressi e da sempre l’ha incoraggiato per continuare con la sua carriera sportiva.
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Dopo aver partecipato nelle categorie junior, riesce a vincere un titolo mondiale con il K4 1000 metri, per poi entrare a far parte della rappresentante nazionale di Oreste Petri.
Anche in famiglia e con gli amici parla di canoa, sua sorella Irene ha seguito le sue stesse orme per poi diventare campionessa italiana del K1, a quanto pare tutta la famiglia è destinata a gareggiare su grandi cose.
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