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Cronaca

Terremoto Centro Italia, 5 anni dopo: Norcia e le ferite aperte – FOTO

Published by
Gabriele Mastroleo

Il 24 agosto 2016 prima scossa di terremoto Centro Italia, 5 anni dopo: Norcia e le ferite aperte, reportage e foto dalla cittadina umbra.

Turisti in Piazza San Benedetto

Erano le 3.36 del 24 agosto 2016 quando tutta l’Italia centrale fu svegliata dalla terribile scossa che colpì l’area di Amatrice, tra le province di Rieti, Ascoli Piceno e L’Aquila. Tre le regioni ferite, dunque, per quel sisma di magnitudo 6.0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto. Circa un’ora dopo, alle 4.33, una nuova scossa di assestamento che raggiunse magnitudo 5.3 e che ha avuto epicentro nei pressi di Norcia.

Nelle ore successive, la macchina dei soccorsi si mosse in maniera frenetica per salvare persone dalle macerie. 299 le vittime, praticamente tutte nella Valle del Tronto, decine di migliaia gli sfollati. Ma non era finita: il 26 ottobre, due scosse violentissime colpirono ancora il Centro Italia, stavolta con epicentro nell’Alto Maceratese e avvennero tra le 19.11 e le 21.18, mettendo in ginocchio nuovamente l’area e in particolare Camerino, storica sede universitaria, e Tolentino, dove un uomo morì d’infarto.

Norcia e il terremoto: la città riprende la sua normalità?

I resti della basilica di San Benedetto

Quattro giorni dopo, il 30 ottobre, la più forte delle scosse, di magnitudo 6.5, percepita in gran parte della penisola italiana e addirittura in Austria e nei Balcani. L’epicentro nuovamente Norcia, dove crollò la basilica di San Benedetto, patrono d’Europa. Alcuni centri, come Castelluccio di Norcia, risultarono in gran parte distrutti. Il violento sciame sismico ebbe una coda il 18 gennaio 2017, con quattro scosse di magnitudo superiore a 5 che avvennero nell’Aquilano e che verosimilmente avrebbero una correlazione, mai del tutto appurata, con la tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola.

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A cinque anni dalle prime scosse di una lunga e terrificante serie, siamo stati a Norcia, insieme ad Amatrice sicuramente il luogo simbolo di quel dramma collettivo che ha colpito il Centro Italia e in generale tutto lo Stivale. Domenica 22 agosto 2021, la cittadina umbra che ha dato i natali a San Benedetto vive la sua normalità, fatta di turismo – soprattutto enogastronomico – e di eventi. In Piazza San Benedetto è montato il palco che nella serata di oggi 23 agosto ospiterà Samuel, il leader dei Subsonica, con il suo ultimo album solista. Ieri sera, invece, a Forca Canapine, valico al centro delle tre regioni maggiormente colpite dalle scosse, c’era il live di Francesca Michielin.

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Piazza San Benedetto si prepara ad accogliere Samuel

Le ferite di Norcia a 5 anni dal terremoto: paura, polemiche, voglia di ripartire

Turisti in giro per Norcia

Norcia, intanto, si ‘riprende’ appunto la quotidianità, che però è solo apparente: “Spero di non dovermene ricordare altri”, confessa un commerciante che a causa della scossa di magnitudo 5.8 del 19 settembre 1979, 42 anni fa, aveva perso tutto e che invece spiega con orgoglio che l’edificio che ospita il suo negozio, a pochi passi dalla basilica di San Benedetto, ha tenuto la ‘botta’ di magnitudo 6,5 della mattina del 30 ottobre 2016. Intorno al suo negozio, invece, le ferite sono ben visibili.

Lo stato di abbandono di alcune strade del centro storico
Una delle tante zone rosse ancora presenti in centro

Non solo la basilica di San Benedetto, che comunque resta un simbolo di quanto accaduto, ma tanti, troppi edifici – luoghi di culto e non solo – risultano crollati o tutt’ora inagibili. C’è una protesta silenziosa, che è quella che gli abitanti – rappresentati dal Comitato Rinascita Norcia – portano avanti con alcuni striscioni sulle loro abitazioni. Striscioni che un’ordinanza della locale amministrazione comunale chiede ora di rimuovere, “ai fini dell’attività di riqualificazione del decoro urbano”. Ci sono ancora strade chiuse, cartelli che indicano “zone rosse” un po’ ovunque. E c’è la paura che “possa tornare”, paura che frena oggi non solo Norcia, ma tutto il Centro Italia, ma che non toglie la voglia di ripartire. Lo testimoniano i centri storici pieni e il traffico veicolare abbastanza intenso in una soporifera domenica di fine agosto.

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