Sara Morganti, ha dichiarato che la diversità non esiste, ma bensì c’è al varietà, la possibilità di scegliere il proprio futuro e addirittura arruolarsi è una svolta di cultura mondiale non indifferente.
La carriera dell’atleta azzurra va in concomitanza ai suoi due grandissimi amori, sono Stefano Meoli, suo marito, con il quale è sposata dal 1998, proprio quando avevano 22 anni, e il suoi bellissimi purosangue Royal Delight, Mariebelle e Ferdinand.
Nel 2013 l’atleta ha festeggiato 25 anni di matrimonio con suo marito Stefano Meoli, mentre con i suoi purosangue vince diverse medaglie dal 2009 proprio nella specialità del Dressage.
L’atleta paralimpica ha riscosso una fama mondiale, proviene da Castelnuovo Garfagnana, in provincia di Lucca, purtroppo è affetta da sclerosi multipla.
L’atleta è campionessa del mondo in carica proprio nella disciplina del paradressage freestyle e del paradressage tecnico. Inoltre è diventata campionessa italiana per ben 24 volte, collezionando 2 argenti e 4 bronzi nei campionati europei.
Mentre ad Agosto del 2015 e ad Aprile 2016 è diventata prima nel Ranking Mondiale FEI del Paradressage, questo primo posto è stato anche grazie all’impegno e all’eccellente prestigio che continua a dare ogni anno all’Italia.
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L’atleta ha conseguito una Laurea in Lingue all’Università di Pisa conseguendo il 110 e lode. L’atleta paralimpica si ritiene fortunata perché riesce a praticare l’equitazione paralimpica.
Questo è dovuto dal fatto che è uno sport individuale che può essere praticato all’aria aperta. Il sostegno delle persone che lavorano con lei è stato inaspettato e duraturo per tutti questi anni.
Inoltre ha dichiarato di aver sofferto durante il lockdown, proprio perché non poteva allenarsi uscendo con i suoi purosangue e praticando il gioco di squadra.
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In molti, oltre alla campionessa di Dressage, è stato difficile riuscire ad alennarsi, soprattutto tutti quegli atleti che hanno bisogno dell’aria aperta per allenarsi. In molti stanno affrontando i Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 senza potersi allenare adeguatamente all’aperto.
Per quanto riguarda le limitazioni l’atleta non approva affatto quello che stiamo vivendo, proprio perché a Marzo c’è stato il culmine della pandemia, per poi dare il via ad un seguire di reazioni e allenamenti mancati a causa del Covid-19 e della pandemia.
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