Fabrizio Miccoli, la curva non lo dimentica: cori per l’ex capitano in carcere

Fabrizio Miccoli da qualche settimana è stato condannato dalla Cassazione: ieri i tifosi hanno esposto uno striscione

Quando si dice che i tifosi non dimenticano mai il proprio capitano. Dallo scorso 24 novembre Fabrizio Miccoli, ex calciatore del Palermo, è stato condannato dalla Cassazione a tre anni e mezzo di carcere.

I giudice della Suprema Corte avevano respinto il ricorso che l’ex capitano dei rosanero aveva presentato contro la condatta di secondo grado per estorsione con il metodo mafioso.

In occasione dell’ultima gara di campionato di Serie C Palermo-Monopoli, disputata domenica 5 dicembre al Barbera di Palermo e vinta 2-1 dai locali, gli ultrà rosanero della curva nord hanno esposto uno striscione: “Sempre con te, nativi di Palermo col sangue rosanero“. In quel momento sono poi partiti cori del genere “un capitano, c’è solo un capitano”. Il nome di Fabrizio Miccoli non è stato scritto sullo striscionené è stato inconato ma è chiaro il riferimento.

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Fabrizio Miccoli: il processo, la condanna

Fabrizio Miccoli è stato processato e condannato per aver commissionato un’estorsione a Mauro Lauricella, figlio di Antonino Lauricella, il boss della Kalsa più conosciuto come U scintilluni, già in carcere dopo una condanna a 7 anni.

Fabrizio Miccoli
Fabrizio Miccoli (Getty Images)

L’obiettivo del ricorso presentato dai legali alla Cassazione era ottenere almeno gli arresti domiciliari, rifiutati per l’aggravante del metoto mafioso.

I fatti risalgono a circa 10 anni. Era tra il 2010 e il 2011 quando l’allora fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, secondo la ricostruzione processuale chiese a Miccoli di cercare qualcuno che lo potesse aiutare a recuperare un credito di 12mila euro fatto ad Andrea Graffagnini, proprietario della Graffagnini Management, agenzia di spettacolo ed ex proprietario della nota discoteca palermitana.

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Miccoli quindi chiese all’amico Lauricella di intervenire. La questione all’epoca ebbe molto risalto mediatico perché da alcune intercettazioni l‘ex capitano del Palermo pronunciò frasi lesive nei confronti del giudice Giovanni Falcone. Su quest’ultimo punto Miccoli si è scusato varie volte.