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Cronaca

Francesco Landi, ecco chi è il responsabile Day Hospital post Covid-19

Published by
Gianlorenzo Di Pinto

Francesco Landi, ecco chi è il responsabile Day Hospital post Covid-19: biografia e studi effettuati in relazione al Covid-19

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Francesco Landi, nato a Roma il 20 gennaio 1964, è il responsabile Day Hospital post Covid-19 all’ospedale Gemelli di Roma. Landi è docente verso l’Università Cattolica del Sacro Cuore dove insegna geriatria nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Le sue attività di ricerca si riversano in diversi ambiti della medicina come: Clinica Geriatrica, Politica Sanitaria e Organizzazione dei Servizi, Valutazione Multidimensionale, Fragilità, Sperimentazione di modelli assistenziali innovativi, Programmi di riabilitazione e di esercizio fisico, Nutrizione Farmacoepidemiologia, Sarcopenia e salute muscolare.

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Francesco Landi, lo studio sul Covid-19 condotto insieme ad altri colleghi

Francesco Landi ha condotto, insieme ai colleghi della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e dell’università Cattolica, una ricerca sul Covid-19. Tale ricerca, pubblicata sul Jama Internal Medicine, afferma che alcuni pazienti guariti dal Covid-19 a distanza di tempo possono risultare di nuovo positivi anche senza avere sintomi.

Questo studio è stato condotto da Maurizio Sanguinetti e Paola Cattani (Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche), Brunella Posteraro (Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche) e appunto Francesco Landi, docenti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica di Roma.

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Nel dettaglio di questo studio ha parlato il professor Maurizio Sanguinetti, Ordinario di Microbiologia all’Università Cattolica direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Ecco le sue parole: “Al momento non è dato sapere con certezza se questi pazienti siano contagiosi e vadano dunque di nuovo messi in quarantena, perché il test molecolare non è l’equivalente di una coltura virale e, dunque, non consente di appurare se nel campione prelevato dal naso-faringe dei pazienti sia presente virus vitale e quindi di conseguenza trasmissibile”.

Lo studio, nello specifico, è stato condotto su 176 pazienti che nel corso del tempo sono guariti dal Covid-19 e seguiti da aprile a giugno presso il Day Hospital post-Covid del Gemelli di Roma.

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