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Curiosità

Federico Massimi, ex manager produce biscotti: colpa del Covid

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Martina Di Cesare

Federico Massimi era un ingegnere. Dopo aver contratto il Covid assieme al resto della famiglia, però, qualcosa è cambiato e ha deciso di reinventarsi. “Ora faccio i biscotti e sono felice”.

(Facebook)

Federico aveva una vita invidiabile: ingegnere e manager di una multinazionale, la Hilti Italia, e una famiglia splendida composta dalla sua amata moglie Valentina e i suoi due piccoli figlioletti, Adele,7 anni, e Matteo, di 9. Federico ha contratto il virus durante i primi mesi del primo lockdown, quando del Covid si sapeva ancora poco o niente. Assieme a lui, si è ammalata tutta la sua famiglia, compresi i due genitori anziani. Sua madre, Mirella, ce l’ha fatta, suo padre invece, Aurelio, è deceduto a causa del virus. Ed è proprio a quella notizia, ricevuta in una stanza isolata dello Spallanzani, che Federico Massimi ha avuto un’illuminazione: se ne fosse uscito vivo, avrebbe cambiato la sua vita.

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L’inizio del contagio

E così, guarito fortunatamente dal virus, Federico si è reinventato. Si è licenziato per dare forma ad una passione che aveva da tempo: fare i biscotti della nonna. Può sembrare assurdo, ma in realtà la storia di questo ex ingegnere 42enne è piena di voglia di vivere. L’idea di buttare tutto all’aria, Federico ce l’ha avuta quando era sul letto dell’ospedale Spallanzani, lontano dal resto della famiglia che invece, contemporaneamente, era ricoverata in ospedali diversi. Valentina, Adele e Matteo erano stati trasportati al Bambino Gesù di Palidoro, sua madre Mirella Magliacca al Columbus, suo padre Aurelio Massimi al Vannini.

Una famiglia intera contagiata dal virus durante la prima ondata, quando cioè del Covid si avevano solo notizie confuse e incerte. Tutto è iniziato quando il fratello di Federico, Francesco Massimi, poliziotto al Commissariato Casilino, gli chiede di prendere con sé i genitori anziani. Francesco con il lavoro che fa è sempre in mezzo alla gente e teme per la salute di Mirella e Aurelio.

Ad aprile dello scorso anno, quest’ultimo, incomincia a stare male. Inizialmente il test è negativo, ma quando la sua situazione peggiora, viene ricoverato al Vannini con esito positivo. Da lì, una reazione a catena: si ammalano tutti, compresi i figli piccoli di Federico che vengono ricoverati insieme alla loro mamma. Tutti si ritrovano in stanze isolate, lontani e soli l’uno dall’altro.

“Mio papà l’ho salutato la notte del 23 aprile mentre in barella entrava in ospedale, non l’ho più visto. È morto l’8 maggio. Io sono stato dimesso il 13, lo stesso giorno di Adele, Matteo e mia moglie” spiega Federico a Repubblica. Un momento talmente buio e confuso quello vissuto dalla famiglia Massimi, che ha portato l’ex ingegnere a prendere una decisione drastica nella sua vita.

L’idea vincente di Federico

“Tra le cose che restano c’è anche la consapevolezza di quello che hai. Io nel momento più buio ho deciso che avrei cambiato vita. E l’ho fatto” ha dichiarato al giornale. E così ha rispolverato una vecchia passione: fare i biscotti. Insieme a sua moglie apre la Forneria di Nonna Mirella, un biscottificio a casa propria. “Le ricette sono quelle di mia madre. Certo, lei faceva quelle che chiamavamo le ricette ‘q.b.’ quanto basta, ingredienti a occhio, a assaggio. Con mia moglie le abbiamo messe a punto, rese matematiche, fatto prove” spiega. Madre che, come spiega lo stesso ex ingegnere, inizialmente lo ha preso per pazzo.

Per mettere su l’attività, che incomincia ora ad andare a gonfie vele, Federico ha preso tutte le conoscenze che aveva in fatto di management e si è fatto aiutare da amici che conoscevano il mondo dei social. È un successo. “Produciamo crostate e diversi tipi di tortiglioni che sono tipici del paese da dove vengono i miei, Jenne, in provincia di Roma. Usiamo ingredienti artigianali e ricercati, e questo ha un costo che abbiamo calcolato. Pistacchi di Bronte, cioccolato monorigine del Brasile, farine di tipo 1 e una attenzione maniacale al dettaglio” spiega Federico.

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Quella di questo ex ingegnere è una storia di trasformazione o meglio di rigenerazione data dal dolore provocato dal Covid. “Dovevo guardare avanti, avere un obiettivo nuovo. Come dice De Andrè, ‘dal letame nascono i fior’. Questa scelta ci ha dato nuova energia” spiega Federico mentre continua ad impastare biscotti.

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