Ecco tutto quello che c’è da sapere su Donato Carrisi, che è tornato con un nuovo romanzo thriller: “La casa senza ricordi”.
Lo scrittore nasce a Martina Franca, in provincia di Taranto, il 25 marzo 1973. Lo scrittore studia al Liceo Classico Tito Livio della sua città d’origine, si laurea in giurisprudenza, e si specializza in criminologia e scienze del comportamento. Carrisi afferma che la scelta della facoltà è stata molto suggestionata dalla sua famiglia, nella quale ci sono molti che svolgono questa carriera.
Uno di questi è stato proprio suo nonno Donato, il quale morì proprio in tribunale. L’uomo ricorda di come sua nonna si sia conservata la toga del marito mostrandola di tanto in tanto al nipote, sperando di vedergliela indossare un giorno. Donato Carrisi però, di fare l’avvocato non ne aveva nessuna intenzione.
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Lo scrittore infatti racconta di aver provato ad esercitare la professione, ma capisce subito che non era la sua strada. Inizia quindi a lavorare come speaker radiofonico, mette insieme una compagnia teatrale con un gruppo di amici. Ma all’improvviso capisce di voler fare lo sceneggiatore, quindi fa la valigia e parte per Roma.
Nella capitale scrisse un soggetto e lo mandò ad un produttore a cui piacque molto, e da lì, a soli 26 anni, diventò il più giovane sceneggiatore Rai con la prima serie di Casa Famiglia. Quando però lo chiamarono per la terza serie Carrisi mollò tutto perchè privo di stimoli, e partì per la capitale inglese.
Carrisi rivela che per la scrittura dei suoi romanzo molto l’ha aiutato la sua personale curiosità, ma soprattutto i fatti di cronaca del quale lo scrittore si nutre ogni giorno passando anche 3 ore ad assimilare racconti in tutto il mondo. “Sono malato di cronaca”, ammette scherzosamente lo stesso scrittore. Quello che si evince però dai suoi scritti è il racconto del “male” nella società, visto da Carrisi come l’aspetto più interessante della natura umana.
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E’ noioso raccontare delle storie d’amore dove entrambi si amano, racconta lo scrittore. Quelle che funzionano contengono il conflitto. Ed è la stessa filosofia di vita che insegnerà a suo figlio Antonio, al quale ha scritto un testamento spirituale nel quale lo incoraggia ad amare sempre, anche le cose più faticose.
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