Pro Activa Open Arms denuncia i libici, accusa l’Italia e si prepara per una nuova missione in mare

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Pro Activa Open Arms denuncia i libici, accusa l’Italia e si prepara per una nuova missione in mare

l'arrivo dei volontari con Josephine nel porto spagnolo

Il giorno dopo aver condotto Josephine, la camerunese salvata al largo della Libia,  nel porto “sicuro” di Palma di Maiorca, nonostante l’apertura dei porti italiani, la Ong Pro Activa Open Arms,  punta il dito contro i responsabili di quello che definiscono un “omicidio colposo”.
Lo hanno fatto anche per Josephine, che è diventata  il simbolo del dramma dei migranti. Per quella  donna  trovata  attaccata a quello che rimaneva del gommone sul quale viaggiava insieme ad altri disperati, come la mamma e il suo bambino anch’essi arrivati in Spagna ma in sacchi bianchi.
In un comunicato l’organizzazione spagnola ha voluto precisare che “nessuna denuncia è stata presentata nei confronti del governo italiano né della sua Guardia Costiera”, puntualizzando che “in relazione ai fatti avvenuti durante l’intervento di salvataggio compiuto il 17 luglio 2018, il direttore e fondatore di Proactiva Open Arms, Oscar Camps, e molti dei volontari presenti a bordo della Open Arms durante l’ultima missione hanno presentato presso la Procura di Palma di Maiorca una denuncia contro: 1)  Il Capitano della motovedetta libica 648 “RAS AL-JADAR” MMSI 642124567, membro della Guardia Costiera libica e il comandante di eventuali altre imbarcazioni libiche intervenute in quelle stesse ore, per OMISSIONE DI SOCCORSO PER AVER CAUSATO LA MORTE DI DUE PERSONE; 2)  Il Capitano del mercantile “TRIADES”, IMO n°9350082, battente bandiera panamense, perOMISSIONE DI SOCCORSO e OMICIDIO COLPOSO; 3)  Chiunque abbia responsabilità dirette o indirette o sia stato coinvolto a qualunque titolo nell’aver determinato gli esiti di quell’evento drammatico”.

Occorrerà attendere, dunque, per capire se le denunce coinvolgeranno anche l’Italia. Per ora resta la linea dura del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini che non perde occasione per ripetere, come un mantra, “la pacchia è finita” e “per le Ong i porti italiani rimangono chiusi”, mentre la Pro Activa Open Arms è già pronta per la sua 48esima missione di salvataggio in mare.

 

 


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Pro Activa Open Arms denuncia i libici, accusa l’Italia e si prepara per una nuova missione in mare Reviewed by on 23 luglio 2018 .

Il giorno dopo aver condotto Josephine, la camerunese salvata al largo della Libia,  nel porto “sicuro” di Palma di Maiorca, nonostante l’apertura dei porti italiani, la Ong Pro Activa Open Arms,  punta il dito contro i responsabili di quello che definiscono un “omicidio colposo”. Lo hanno fatto anche per Josephine, che è diventata  il simbolo del dramma dei migranti. Per quella

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