Bari, 54enne in rianimazione. Il 26 maggio vaccinato con J&J. Le sue condizioni definite molto gravi
Un uomo di 54 anni è ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa di un’ischemia verificatasi successivamente alla vaccinazione, avvenuta il 26 maggio scorso con il vaccino Johnson&Johnson (Janssen). Dal nosocomio barese viene tuttavia precisato che “l’uomo è arrivato al pronto soccorso il 12 giugno scorso già in terapia farmacologica prescritta in altra sede, per trombosi venosa periferica” e che il paziente sarebbe già stato “in condizioni molto compromesse”.
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I primi malesseri si sarebbero verificati nei dati del 9 giugno ed il giorno 13 se fosse necessario il ricovero nel reparto di Rianimazione del Policlinico, sotto la direzione del professor Salvatore Grasso. “In ragionevolmente dei problemi in gioco è altamente probabile che complicanze della trombosi siano tempi alla vaccinazione, ma questa non è l’unica ipotesi in campo, naturalmente”, Grasso, “La situazione, precisa il professore, è molto grave e la prognosi è riservato“.
Il vaccino J&J così come il vaccino AstraZeneca era stato raccomandato dall’Agenzia del farmaco per i soggetti di età superiore ai 60 anni ovvero a coloro che, avendo un rischio di malattia grave e letale, devono essere protetti in via prioritaria. Così come riportato in una nota del ministero della Salute datata 20 aprile 2021.
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La tragedia della diciottenne Camilla Canepa, vaccinata con AstraZeneca, ha imposto un immediato blocco alla somministrazione del farmaco agli under 60. La stessa decisione non è ancora avvenuta per quanto concerne il vaccino americano Johnson&Johnson, nonostante alcuni ancora all’interno dello stesso comitato tecnico scientifico spingano verso questa direzione.
Stiamo percorrendo l’ultimo miglio riguardante la campagna di vaccinazione. Ora più che mai occorre la massima chiarezza e trasparenza. Lo scetticismo lo si combatte soltanto con risposte serie e documentate, altrimenti si rischia un drammatico autogol.
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