All Together Now, emozionante pianto in diretta di J-Ax: i motivi

Pianto J-Ax

Finisce con un’emozionante pianto in diretta l’esibizione di J-Ax nella puntata di sabato 5 dicembre di All Together Now.

Pianto J Ax

E’ finita tra pianti, abbracci e commozione diffusa, sia in studio che a casa, la puntata di sabato 5 dicembre del programma di Canale 5 “All Together Now”. E’ successo tutto “per colpa” di uno dei quattro giudici, Alessandro Aleotti, meglio conosciuto come J-Ax il rapper milanese che, da ormai quasi 25 anni, domina la scena musicale italiana.

Il pianto di J-Ax sulle note di “Tutto sua Madre”

La commozione ha preso vita quando il rapper ha deciso di cantare il brano del 2018 “Tutto tua madre”. Nella canzone Alessandro, perché è soprattutto l’Uomo che parla, racconta le drammatiche vicissitudini che hanno portato alla nascita, nel 2017, di Nicolas il figlio avuto dalla compagna Elaina.

Le vicissitudini messe in rima

Come spiega lo stesso J-Ax nel testo Nicolas è arrivato dopo un lungo percorso fatto di tentativi andati a vuoto e aborti spontanei. “Sai che la mamma aspettava un bambino, ma poi lo ha perso”. Ma anche di cure costosissime e delusioni. Il tutto per avere la possibilità di provarci di nuovo. Una vera e propria odissea, “un sortilegio”, come lo definisce J-Ax nel testo. Un sortilegio rotto proprio da Nicolas che ora viaggia sereno verso i 4 anni “con la forza di un missile”

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Il video della puntata

J-Ax in sostanza ha cantato l’immensa difficoltà di mettere su famiglia, di diventare genitori. Perché in questo ventunesimo secolo, oltre alle immense difficoltà economiche e sociali, spesso si aggiungono quelle di carattere biologico.

Al link —>>> la puntata di All Together Now

All Together Now e il pianto di J-Ax

Tutto è bene quel che finisce bene ma l’emozione e la commozione per le lotte e per i momenti di delusione possono giocare qualche scherzo. E ieri lo hanno giocato ad un “duro” dal cuore tenero come J-Ax che, in diretta, non è proprio riuscito a trattenere le lacrime. Diversi componenti del “Muro”, soprattutto le donne, si sono “accodate” all’emozione di J-AX. Compresa la padrona di casa Michelle Hunziker che, da grande professionista quale è, ha nascosto l’attimo per poi rivelarlo nel finale.

 

 

Roma, il video della rissa sulla Terrazza del Pincio: tutti senza mascherina

Video Rissa Roma Pincio

Un assurdo sabato pomeriggio di “rivolta” si è verificato a Roma tra la Terrazza del Pincio e Piazza del Popolo, una mega rissa tra giovani avviata per futili motivi: il video 

Video Rissa Roma Pincio

Una rissa per “scaricare la tensione di stare sempre chiusi in casa”, una rissa per “sentirsi vivi” sono questi alcuni dei commenti letti sui social, in particolare su Instagram e TilTok, che da ieri, sabato 5 dicembre, sono letteralmente esplosi per dare conto di quanto accaduto a Roma tra la Terrazza del Pincio e Piazza del Popolo, il “salotto buono” della Capitale.

I fatti

Partiamo dai fatti. Sono le 17.30 di sabato 5 dicembre, nel giro di mezz’ora i bar non potranno più distribuire le bevande, nel giro di quattro ore scatterà il coprifuoco. Accade così che un immenso gruppo di adolescenti e neo maggiorenni, che si è precedentemente dato appuntamento via social per chiarire alcune divergenze, decide di “scaldare l’ambiente”.

I futili motivi

Parte tutto da un apprezzamento troppo colorito nei confronti di una ragazza, ma poteva succedere anche per un’esultanza troppo animata per il gol di Milinkovic-Savic allo Spezia, sarebbe cambiato poco. Sta di fatto che partono i primi spintoni.

Roma, mega rissa sul Pincio: girati molti video con gli smartphone

Gli spintoni diventano schiaffi, gli schiaffi diventano pugni, i pugni diventano colluttazioni e le colluttazioni si moltiplicano. Nel giro di dieci minuti il gruppone si “anima” e parte una vera mega rissa. Una sorta di versione aggiornata e corretta di “Fight Club”. L’adrenalina scorre a fiumi, le urla si moltiplicano. Il gruppo dei “combattenti” decide così di scendere a Piazza del Popolo e di proseguire lo “spettacolo” sotto le luci delle Chiese Gemelle. Un vero e proprio “pomeriggio di un giorno da cani”.

Non si segnalano feriti

Alle 17.50 alla sola camionetta della Polizia che sta presidiando la zona se ne aggiungono altre quattro. Gli agenti, a fatica, riescono a disperdere la folla ma, purtroppo, non riescono ad identificare nessuno. Nei Pronto Soccorso di Roma non si segnalano feriti per rissa.

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Roma, il Video della rissa del Pincio

E’ stato tutto un “gioco”, una “rivolta contro il Covid-19”, “un tajo”, “un modo pe fasse sentì”. Quattro gli elementi che emergono con drammaticità. Il primo la totale assenza di controllo sia del territorio che da parte delle famiglie dei ragazzi. Il secondo il totale spregio delle regole, i ragazzi nel 95% dei casi erano senza mascherina o se la sono tolta nell’atto di iniziare la rissa. Il terzo il più drammatico, i futili motivi. Il quarto aggiungetelo voi, noi abbiamo davvero perso le parole.

 

Il Meteo per l’Italia del 6 dicembre: allerta rossa sul Triveneto

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Juventus-Torino 2-1, bianconeri di rimonta: Tabellino e Highlights

Torino Juventus Tabellino Highlights

In gol McKennie e Bonucci in risposta a N’Koulou. Una brutta Signora conquista il derby

Juventus-Torino: Tabellino e Highlights

Torino Juventus Tabellino Highlights

Juventus-Torino 2-1, Cronaca, Tabellino ed Highlights

Juventus-Torino Tabellino e Highlights – All’Allianz Stadium la Juventus vuole riprendere la corsa scudetto inseguendo il Milan ed è determinata a conquistare i tre punti nel derby. Senza lo squalificato Morata, Andrea Pirlo schiera il 4-4-2 con Dybala al fianco di Ronaldo e la coppia Chiesa-Kulusevski sulle fasce. Il Torino di Marco Giampaolo risponde con il 3-5-2. In avanti per i granata Belotti e Zaza. In maniera del tutto inaspettata i bianconeri si ritrovano però in svantaggio già al 9′ del primo tempo. In un’azione confusa su calcio piazzato è il difensore centrale N’Koulou, che segna a Szczesny nell’area piccola con un rimpallo favorevole.

Brutta Juve

Con lo svantaggio la Juve è costretta a spingere, ma l’azione è spesso confusa e poco lucida. Non buona la prestazione di Kulusevski, Dybala non trova i giusti spazi, Chiesa corre spesso a vuoto e Ronaldo non viene servito nel modo migliore. Nel corso del primo tempo il Toro ha qualche altra occasione, tanto da avvicinarsi al raddoppio soprattutto in contropiede, ma spreca malamente. La Juventus spinge, ma senz’ordine. I tiri nella porta di Sirigu scarseggiano tanto che si può tranquillamente affermare sia la peggiore prestazione dei bianconeri vista fino a questo momento. Con grande sacrificio il Toro riesce a difendere così il vantaggio fino alla fine del primo tempo.

La ripresa

Per la ripresa Pirlo si sente così costretto a fare qualche cambio. Fuori un falloso e impreciso Kulusevski, dentro Ramsey. Anche McKennie subentra a Rabiot. Sarà proprio il centrocampista statunitense a trovare il pareggio di testa su cross di Cuadrado in una partita che si stava complicando troppo. Senza Morata manca una presenza in area per poter attaccare primo e secondo palo nelle azioni avvolgenti bianconere, mentre i cambi sono risultati fondamentali per dare densità in avanti. Qualche minuto prima del pareggio solo Cuadrado era riuscito a battere Sirigu con un tiro lontano dall’area di rigore, ma il gol era stato annullato per la posizione in fuorigioco attivo di Bonucci che aveva impedito l’intervento del difensore granata Lyanco. Nel corso dei minuti del secondo tempo la Juventus prende sempre più campo e il Torino non riesce più a uscire dalla propria metà campo. Uno screzio anche tra Giampaolo e Zaza al momento della sostituzione dell’attaccante ex Juve, ma la squadra fa ormai davvero fatica a risalire per evitare l’assalto della squadra di Pirlo.

La rimonta

I bianconeri ora ci credono e iniziano a farsi nuovamente pericolosi nella zona di Sirigu. Prima Lyanco compie praticamente un miracolo che vale un gol deviando quasi sulla linea il tiro ravvicinato di Dybala, poi però è inevitabile l’ennesimo cross dalla terza che trova il colpo di testa vincente in area di Bonucci, contro il quale neanche Sirigu può intervenire. Un’azione sulla quale si infrangono ancora una volta, all’88’, i sogni del Torino di conquistare almeno un punto contro i cugini juventini.

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Juventus-Torino: Tabellino ed Highlights

Reti: N’Koulou 9′, McKennie 78′, Bonucci 89′

Juventus (4-4-2): Szczesny, Danilo (Alex Sandro 71′), Bonucci, De Ligt, Cuadrado, Kulusevski (Ramsey 57′), Rabiot (McKennie 71′), Bentancur, Chiesa, Dybala (Bernardeschi 92′), Ronaldo.
Allenatore: Andrea Pirlo

Torino (3-5-2): Sirigu, Rodriguez, N’Koulou, Lyanco, Ansaldi (Bonazzoli 93′), Linetty (Segre 91′), Rincon, Meite, Singo, Belotti, Zaza (Lukic 75′).
Allenatore: Marco Giampaolo

Arbitro: Daniele Orsato
Ammoniti: Kulusevski, Lyanco, De Ligt, Lukic
Espulsi: Pinsoglio

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Caso Emanuela Orlandi, chi era De Pedis: il Dandi di Romanzo Criminale

De Pedis Orlandi Dandi

Renato De Pedis, “Renatino” è stato un boss della Banda della Magliana di Roma coinvolto nella sparizione di Emanuela Orlandi: è il “Dandi” della Serie Tv “Romanzo Criminale”

Renato De Pedis Orlandi

Il 2 febbraio 1990 in Via del Pellegrino, una parallela di Corso Vittorio Emanuele, in pieno centro di Roma, Renato De Pedis fu ucciso da otto colpi di pistola. Con la morte dell’ultimo dei fondatori finiva la storia e iniziava una “leggenda” criminale della Banda della Magliana, la mafia di Roma, quella che per almeno trent’anni ha monopolizzato tutte le attività illecite della Capitale.

L’esordio della Banda della Magliana

La Banda nasce ufficialmente nel novembre del 1977 quando Franco Giuseppucci,“Il Libanese” della Serie TV, Renato De Pedis, il “Dandi” e Maurizio Abbatino, l’unico ancora in vita, il “Freddo” della fiction, organizzano il rapimento, con successivo omicidio, del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere.

Da Romanzo Criminale a Suburra

Da allora una lunga escalation di atti criminale che hanno porta quella che all’inizio era solo la somma di una serie di “batterie”, piccole bande di ladri, a diventare il più importante sodalizio che abbia mai agito a Roma. Un sodalizio che tramite alcuni “legittimi” eredi come Carminati, il “Samurai” di “Suburra” e le famiglie Spada di Ostia (gli “Adami”) e i Casamonica (gli “Anacleti”) della Romanina arrivano fino al nuovo millennio. Fino a “Mafia Capitale” fino alle “gesta” della fiction di Netflix.

La sparizione di Emanuela Orlandi e il ruolo del Dandi De Pedis

Ma un caso del quale, si parla sempre troppo poco, è il coinvolgimento di Renato De Pedis nella vicenda di Emanuela Orlandi. La Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia e cittadina del Vaticano. Sparì in circostanza misteriose nel luglio del 1983.

Renato De Pedis, il Dandi e il caso Emanuela Orlandi

La Orlandi, al tempo della sparizione 15enne, uscì di casa in un caldo pomeriggio di luglio per andare a lezione di musica e non fece più ritorno. Diverse le ipotesi investigative seguite. Dal caso di pedofilia, al collegamento con l’attentato al Papa del 1981, da una vendetta legata al Caso Calvi fino al rapimento per ricattare Giovanni Paolo II nel momento del fallimento dello IOR la banca di Città del Vaticano guidata dall’arcivescovo Paul Marcinkus.

Caso Orlandi, le accuse a Dandi De Pedis

E proprio questa pista coinvolge Renato De Pedis che, secondo le accuse dell’ex amante Sabrina Minardi, in parte confermate da Maurizio Abbatino, divenuto nel frattempo pentito, e da Antonio Mancini altro componente della Banda della Magliana, avrebbe eseguito materialmente il rapimento.

La sepoltura a Sant’Apollinare

In conseguenza di queste accuse, arrivate largamente post mortem, la trasmissione RAI “Chi l’ha visto” riuscì a far riaprire il caso. Dopo una telefonata anonima in trasmissione, si scoprì che la salma di Renato De Pedis, su ordine del Cardinale Vicario di Roma, Ugo Poletti, era stata esumata dal cimitero del Verano e trasferita in una tomba nobiliare all’interno della Chiesa di Sant’Apollinare una delle più prestigiose della Capitale. Un fatto singolare.

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Emanuela Orlandi un caso aperto

I collegamenti diretti di Renato De Pedis con la sparizione di Emanuela Orlandi, le prove dell’accaduto e, soprattutto, il destino della ragazza di 15 anni sono ancora un mistero. Il caso resta aperto.

 

 

SuperEnalotto, Lotto Simbolotto 10eLotto estrazione oggi

Segui in diretta le estrazioni di oggi 5 dicembre di SuperEnalotto Lotto 10eLotto Simbolotto: Jackpot, ultimi numeri estratti, curiosità. Terzo appuntamento del mese con le estrazioni live con Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto. Il Jackpot del gioco Sisal continua a crescere, del resto nell’anno in corso abbiamo visto che appena tre sono state le vincite milionarie … Leggi tutto

Verissimo, l’annuncio di Marco Carta: “Dopo il Covid mi sposo”. I dettagli

Verissimo Nozze Marco Carta

Marco Carta esce allo scoperto e svela da Silvia Toffanin a Verissimo il suo primo progetto dopo la fine della pandemia: le nozze con il proprio compagno Sirio.

Verissimo Nozze Marco Carta

Straordinaria partecipazione del cantante Marco Carta alla puntata di “Verissimo” in onda oggi, 5 dicembre, su Canale 5. L’artista di Cagliari, alla padrona di casa Silvia Toffanin, ha fatto due clamorose rivelazioni. Vediamole nel dettaglio.

Il ritorno al Festival di Sanremo

La prima, professionale, la voglia di tornare a cantare al Festival di Sanremo. Marco Carta ha al suo attivo una sola, incredibile, partecipazione. Quella del 2009 quando, a sorpresa, si aggiudicò la vittoria finale  con il brano “La mia forza”. Veni, Vidi, Vici. Da allora Carta non è mai più tornato sul palco del Teatro Ariston. “Vorrei davvero tornare” ha rivelato alla Toffanin

Verissimo, Marco Carta annuncia le nozze con Sirio

La seconda è invece personale, molto personale. Marco Carta ha rivelato a Silvia Toffanin che la prima cosa che farà quando sarà finita l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da coronavirus Covid-19 sarà sposare il suo compagno Sirio.

Verissimo, Marco Carta racconta il progetto con Sirio

“Stiamo insieme da sei anniha raccontato Marco Carta a Verissimoci ho pensato molto ed è arrivato il momento. Ma vogliamo festeggiare con amici e famiglia e ora non è possibile”. Delizioso il commento social di Sirio che arriva in diretta : “Nonostante tutto quello che è capitato siamo riusciti a non perderci”. E l’augurio alla coppia: “Speriamo che ora il destino ci porti la serenità a cui corriamo dietro”.

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La commozione del cantante di Cagliari

Dopo un momento di, comprensibile, commozione proprio sulla capacità di commuoversi Marco Carta ha chiuso l’intervista. La commozione che lo assale ogni volta che pensa alle persone andate via durante la pandemia. La commozione che vive “in tanti momenti della mia Giornata” per la perdita della Mamma quando aveva solo 12 anni. La commozione che arriva quando pensa a quanto manca il lavoro e il contatto con il pubblico. Che sia davvero il Festival di Sanremo il momento per vederlo di nuovo felice?

 

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